James Blake è un produttore e compositore inglese. Ha 22 anni, tre EP alle spalle e un album (“James Blake”) fresco di stampa. E gli occhi di tutti i media musicali puntati addosso, giustamente.
La materia prima è il dubstep che se nel visionario EP “CYMK” pagava un forte tributo alla lezione di Burial ora viene destrutturato e portato, alla maniera degli XX, ad una rigorosa essenzialità di forme. Aggiunge qua e là piccoli screzi elettronici, pause intense poi di nuovo una serie di legni picchiettati a sostenere la voce. E che voce. La daresti per black se a tradirla non ci fosse il viso di James, fuori fuoco, ritratto in copertina. Il calore è lo stesso di Antony Hegarty, un soul vibrante con punte gospel venuto direttamente dalla gelida Londra. Tra le maggiori influenze c’è sicuramente Arthur Russell così come Bon Iver. Lo stesso James attesta come fondamentale l’influenza dell’R’n’B anni Zero.
Il clangore degli ingranaggi si alterna al vapore emanato da un cuore di carne.
L’unica data italiana di James Blake è il 21 aprile al Lambretto Art Project, Milano. Sarà possibile prenotarsi inviando una mail con il proprio nominativo all’indirizzo info@clubtoclub.it dalle 17:00 di mercoledì 9 marzo. I primi 300 a scrivere si aggiudicheranno l’ingresso all’evento. Maggiori info su
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Scritto da: Alessandro Neroni