Jeremy Scott capsule collection for Adidas, February, Henrik Vibskov. Questi alcuni dei nomi presenti all’interno di WOK, concept store milanese, attivo nel settore del cool hunting. BAG’n’NOUN e Baggy Port, gli ultimi due oggetti su cui puntare. Affiancato da JPN PRXY, ha inaugurato giovedì un’iniziativa charity a favore delle vittime coinvolte nel terremoto che ha colpito il Giappone lo scorso 11 marzo: per tre giorni, fino ad oggi, ad ogni acquisto effettuato sui prodotti sponsorizzati, verrà devoluto il 20% del ricavato delle vendite.
Federica Zambon e Simona Citarella hanno scelto di collaborare con la piattaforma giapponese Japan Proxy. Questa realtà si occupa di esportare il made in Japan puntando sull’artigianalità dei prodotti e sulla loro sicura provenienza. Una particolare ricerca nei materiali, innovativi, e nel design, hanno firmato il successo del brand. L’hand-made come punto di forza e la volontà di puntare su piccole imprese di tradizione locale, hanno contribuito al suo successo.
BAG’n’NOUN nasce dall’azienda di moda Mamborma, sulla scena da ormai vent’anni, iniziando prima come negozio di abbigliamento vintage a Kansai, e producendo poi una linea di abbigliamento maschile, NOUN, appunto. Attualmente le borse da loro prodotte sono riconosciute come leader nel settore.
Baggy Port, invece, proviene da Kobe, e punta sull’unione tra design moderno e tradizione manifatturiera. Definite un cult per le trendy ragazze di Harajuku e al tempo stesso indispensabili per i business men, sono state elette tra i must have del momento.
Non ci resta che aspettare i nuovi nomi del panorama del fashion design uscire dal cilindro del magico WOK.
Scritto da: Alessandra Sutto
Photo By: Stefano Libertini Protopapa | © 2011 Souldesigner™