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NabaFuturarium

Il 9 aprile si è svolto NabaFuturarium, un evento coordinato dalla Nuova Accademia Di Belle Arti di Milano in collaborazione con il MiArt. Un concentrato di performances internazionali che ha visto animarsi le aule dell’Istituto. Ottanta artisti invitati a ricreare quel parallelo immaginato che solitamente è rifugio di noi tutti per la delusione del quotidiano. Futurarium è un luogo in cui l’intento è quello di elevare l’estetica ad assunto morale, ovviando a ciò che rende insicuro l’animo creativo, troppo sensibile per una realtà aggressiva. Gli ideatori di questo progetto, avviato nel 2004, hanno voluto interrogarsi sul proprio ruolo nella produzione di opere d’arte e su come, nella società odierna, queste siano viste in un’ottica di utilità.
Progetti di comunicazione quali progettazione di portali web, realizazione di eventi e mostre, campagne di comunicazione sociali, assistenza alla formazione e consulenze strategiche su progetti sociali e del disagio. L’idea di base è quella di preparare persone capaci di ragionare sul futuro, progettando, con la forza della passione, nuove teorie, nuovi oggetti, nuovi spazi.
Autodefinitasi “Fabbrica di estetica”, Futurarium si appresta a divenire una fucina creativa in cui professionisti affermati e studenti collaborano mettendo a disposizione ciascuno le proprie competenze. Una collaborazione ideale volta a trasformare l’ambiente che ci circonda rendendolo emozionale ed appassionato. In internet naviga un’arte di lungo corso, volta all’illusione dell’immortale, aumentando la malinconia dell’artista, conscio del distacco tra l’esistenza e l’idea.
Pubblico diretto e indiretto come protagonista di messaggi calibrati, dove il linguaggio, in ogni sua forma, cerca di mediare le carenze emotive di una società dall’indole asettica. Creatività in nuce per una generazione che ha bisogno di sognare e far sognare.

Articolo di Alessandra Sutto

Foto courtesy of Naba

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