Forse la definizione più corretta che si può attribuire al Sonar è davvero quella che l’evento dà di se stesso: “Festival di Musica e Arte Multimediale d’Avanguardia”.
Dico questo perché pur partecipandovi da tempo, noto ancora molta confusione qui in ltalia su cosa sia realmente il Sonar; sembra infatti che tutti sappiano con certezza di cosa si tratti, pur non avendovi mai preso parte.
Il Sonar viene percepito dai più come un festival musicale come tutti gli altri. In realtà, proprio come per la squadra di calcio più apprezzata in Catalunya, anche per questa manifestazione vale il motto “Mas que un club”. Non è un caso che autentici generali della musica elettronica scelgano questo avvenimento per il lancio dei loro lavori (come accaduto, ad esempio, ai Chemical Brothers nella passata edizione); vi è infatti una consapevolezza generale che questa nel tempo sia diventata la piazza più importante da conquistare per chi svolge o vuole svolgere il lavoro del “musico”.
Certo Barcellona con il suo essere sempre dinamica e al contempo tradizionale, con il suo clima e la sua gente influisce (e non poco) l’ottima riuscita della manifestazione; ma credo che il vero successo di questo evento sia da ricercare nella voglia di chiunque vi partecipi di portare innovazione all’interno della musica e delle arti elettroniche in generale.
Per i quattro giorni della durata del festival (includendo l’ormai irrinunciabile appuntamento domenicale del Sonar Kids, ove le famiglie con prole hanno libero accesso alla giornata conclusiva), la zona retrostante al mercato generale della Boqueria, diviene un formicaio che brulica impazzito; i più importanti produttori, opinion leader e dj da ogni parte del mondo, affollano rilassati i bar intorno alla zona del Macba, lo splendido museo di arte contemporanea della città di Barcellona. Qui, nel cuore del quartiere popolare del Raval, va in scena la parte più creativa e sperimentale del Festival, conosciuta come “de Dia”. Nelle cinque differenti aree del museo, a partire dal primo pomeriggio, si ha ogni volta la sensazione di percepire quali saranno le sonorità della stagione a seguire. Il clima che si respira è impressionante per tranquillità, leggerezza o per meglio dire spensieratezza. La parola più corretta che trovo per descrivere il mood che si respira è “competenza”.
Si percepisce che le persone più abituate a fare festa in tutta Europa siano nello stesso luogo, nello stesso momento: designer, giornalisti, speaker radiofonici, grafici, gli stessi musicisti, fotografi e i loro amici più cari affollano gli stage downtempo, techno, dubstep, disco, ambient. E’ un tam tam veloce, una giostra di pareri, impressioni e curiosità sugli artisti più noti e sulle più fresche scoperte, che si esaurisce appena prima l’ora di cena, che come noto a Barcellona arriva davvero a tarda sera. Così non si ha nemmeno il tempo di togliersi la salsedine dalla pelle o di mangiare un boccone che, nei due giorni del weekend, arriva immediatamente l’ora di chiamare un taxi, o di mettersi in fila a Plaça de les Drassanes (in zona Parallel) per i bus navetta. Giungere alla “Fira Gran”, è già un momento di per sé eccitante. L’imponenza della Fiera, che dispone di tre sale gigantesche, mette di fronte l’utente alla consapevolezza di cosa andrà in contro: il Sonar Club è la sala principale dove si esibiscono i main artists (quelli che, tanto per intenderci, valgono da soli il prezzo del biglietto) e le superstar Djs, che qui, in una delle sale più grandi che abbiate mai visto, trovano il loro vero habitat naturale. E’ tutto imponente: l’impianto audio, la mole di persone (che affluisce senza alcun problema), i visual, le sensazioni; tutto sembra costruito per ammirare il vostro artista preferito. Non fa un piega il parogone con il Camp Nou, stadio pensato proprio per quelle grandi notti di Champions dove i grandi campioni del calcio fanno sognare il pubblico in delirio. C’è persino un’autopista all’interno del maxi corridoio che porta alla sala all’aperto dove il Festival, alle prima luci dell’alba, finisce. Forse l’unica cosa che manca è un adeguato servizio che garantisca a questi pellegrini un comodo deflusso verso la città, ma ripensandoci che Pellegrinaggio sarebbe?
Ad ogni modo, il Sonar è il motivo per cui 50.000 ragazzi, in un fine settimana, popolano, vivono, ballano e rendono ancor più bella Barcellona. L’Anti Sonar, ovvero le feste in giro per i locali della città in quei giorni, ha invece il solo e unico intento di vivere di luce riflessa del Festival ed è la soluzione ideale per chi, in questo periodo di crisi, non ha il denaro sufficiente per accedere alla manifestazione.
Spero che queste parole possano aiutare qualcuno a fare chiarezza sul perché moltissimi professionisti, ogni anno, approdano qui nel mese di Giugno e perché il Sonar possa permettersi di usare, ogni volta, la parola “d’avanguardia” nel definire se stesso come epicentro socio-culturale di quell’Arte assoluta che è la Musica, quella Elettronica.
Scritto da Ivan Minuti
Sónar Official Website
Sónar Festival 2011 – Program
Posted by: Protopapa
This entry was posted on Wednesday, May 25th, 2011 at 11:49 am. It is filed under Music, Spot On and tagged with 50k, A-Trak, Actress, Africa Hitech, Agoria, Alva Noto & Ryuichi Sakamoto, Annie, Annie Mac, anti sonar, aphex twin, Apparat Band, Astrud + Col·lectiu Brossa, Atmosphere, avanguardia, avant-gard, barça, barcellona, Benji B, Bjørn Torske, boqueria, Boys Noize, Buraka Som Sistema, camp nou, catalunya, Chelis, Chris Cunningham, Cut Copy, Daito Manabe, de dia, DELS, Die Antwoord, Discodeine, Diskjokke, Dizzee Rascal, dj, Djedjotronic, djs, Dominique Young Unique, DZA, Egyptrixx, espana, estrella, festival de dia, festival spagna, fira gran, Floating Points, four tet, Gilles Peterson, Global Communication, Hauschka, How To Dress Well, Hype Williams, Jackmaster, James Holden, James Murphy, Janelle Monáe, Katy B, L-Vis 1990 b2b Bok Bok, Little Dragon, Lory D, Lucy, M.I.A., macba, macba museum, Magnetic Man, Mary Anne Hobbs, mas que un club, Nicolas Jaar, Offshore, oOoOO, Open Reel Ensemble, parallel, paul kalkbrenner, Pearson Sound aka Ramadanman, Plaça de les Drassanes, Poirier feat. Boogat, raval, Red Bull Music Academy, Redlight feat. Ms. Dynamite & Dread MC, Scuba, Shackleton, Shuttle, Silent Servant, sonar, sonar 2011, sonar artist, sonar artists, sonar barcellona, sonar barcelona, sonar club, sonar de dia, sonar dj, sonar djs, Sonar Dôme, sonar electro, sonar electronic, sonar espana, sonar festival, sonar festival 2011, sonar festival barcelona, sonar festival is for sale, sonar giugno, sonar giugno 2011, sonar june, sonar kids, sonar line up, sonar lineup, sonar macba, sonar music, sonar preview, sonar program, sonar programma, sonar review, sonar spain, SonarDôme, spagna, spain, spain festival, Steve Aoki, Steve Reich + bcn216 + Synergy Vocals, Surgeon, The Brandt Brauer Frick Ensemble, The Gaslamp Killer, The Human League, Toddla T, Toro Y Moi, Trentemøller, Tyondai Braxton, Underworld, Yelawolf, Yelle. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.
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