Un tempo le case erano solo case.
Ora sono anche gallerie d’arte (“home galleries”)
e sale da concerto (“house concerts”).
Ma un tempo-un tempo, lo erano già.
Prima del 19esimo secolo si chiamavano
“cenacoli di pazzi”, dato che si trattava soprattutto
di luoghi di rivolta culturale.
Poi furono luoghi d’elezione, in cui
si parlava, si suonava,
si disegnava e a volte ci si sparava anche :)
Sì perché a certe persone piace fare cose segrete,
piace sentirsi parte di un segreto.
Ma poi ci sono altre persone
a cui piace istituzionalizzare i segreti…
Grazie al secondo tipo di persone, quindi,
un bel gruppetto del primo tipo di persone
(forse un po’ deluso dal fatto di trovarsi a fare qualcosa di accessibile a chiunque)
lo scorso 23 maggio si è riunito
nel loft di un giovane architetto milanese,
dove gli “Gnu Quartet” hanno presentato
il loro nuovo cd dal bellissimo titolo (“Something gnu”),
che comprende un repertorio di covers risuonate
con una creatività rara nel “Bel Paese”.
TRACKLIST:
“Beat it”
“Undisclosed desires”
“Cinéma”
“Mègu Megùn”
“Misread”
“Message in a bottle”
“Carta o contanti?”
“Norwegian wood”
“Mr.T”
“Jazz et la Java”
“Una giornata uggiosa”
“Beautiful day”
Prenotabili nel sito House Concert
Scritto da Chiara Zocchi
Foto di Stefano Libertini Protopapa