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	<title>Midfinger®</title>
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		<title>INTERVIEWS @ FUORI DAL MUCCHIO</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 14:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bands Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
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		<description><![CDATA[Mimes of Wine &#8211; Apocalipse Sets In Federico Guglielmi, Aurelio Pasini 11/09 “Apocalypse Sets In” è l’esordio, appena uscito per Midfinger di Mimes Of Wine, ovvero Laura Loriga, cantante e pianista molto talentuosa che sembra in un continuo stato di grazia compositiva e qui si ferma a registrare uno di quei momenti. Una ragazza sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="../wp-content/uploads/2009/11/l_4d2b2d71ccca5ca4921809ee03f3df1e.jpg"><img title="l_4d2b2d71ccca5ca4921809ee03f3df1e" src="../wp-content/uploads/2009/11/l_4d2b2d71ccca5ca4921809ee03f3df1e.jpg" alt="l_4d2b2d71ccca5ca4921809ee03f3df1e" width="615" height="437" /></a><br />
Mimes of Wine &#8211; Apocalipse Sets In</h2>
<p>Federico Guglielmi, Aurelio Pasini 11/09</p>
<p><em>“Apocalypse Sets In” è l’esordio, appena uscito per Midfinger di Mimes Of Wine, ovvero Laura Loriga, cantante e pianista molto talentuosa che sembra in un continuo stato di grazia compositiva e qui si ferma a registrare uno di quei momenti. Una ragazza sempre “alla ricerca” come pare essere Laura, la vedo solo al primo scalino d’oro di una spero, lunga per le nostre orecchie, carriera emozionale con la musica come perno forte e robusto. Qui si fa accompagnare da Francesco Begnoni e Zeus Ferrari rispettivamente chitarra e batteria della Juniper Band. E poi Stefano Michelotti, polistrumentista che suona di tutto dalla fisarmonica ai flauti. Ne parliamo con Laura.</em></p>
<p><strong>Ti ricordi il momento preciso che hai cominciato ad amare la musica e hai deciso di comporla te stessa?</strong><br />
Avevo cominciato solo come cantante, ormai dieci anni fa e poi tre anni e mezzo fa, più o meno, sono finita in studio da Enzo Cimino della Trovarobato a Bologna, quando ancora era la metà di grandezza di quella che è. Un giorno che mi ero messa al piano un pochino a fare da sola, Enzo ascoltandomi mi ha chiesto perché non provassi a registrare cose mie, per una volta. È cominciato tutto da lì.  Poi abbiamo iniziato ad arrangiare assieme, e abbiamo visto che le cose andavano bene.<br />
<strong><br />
Dove trovi la tua musica? Ci sono dei luoghi ai quali secondo te la tua musica appartiene?</strong><br />
Luoghi? Oddio sì. Potrebbe essere ovunque. Lo scopro quando ci arrivo sul luogo e dopo, se me lo ricordo vuol dire che era il luogo giusto.</p>
<p><strong>Le tue canzoni sono fatte di approfondimenti di uno stato d’animo o dalle distrazioni, dalla leggerezza necessaria per non dimenticarsi che bisogna ogni tanto anche sognare.</strong><br />
A volte parlo a persone reali e concrete che erano da qualche parte. Spesso persone che erano accanto a me quando le ho scritte. Altre volte mi vengono in mente delle storie e cerco di trasformarle in suoni. Quindi c’è un elemento di sogno sicuramente. Però da quello che mi dicono non si capisce mai di cosa parli, finché non lo spiego un po’ meglio.</p>
<p><strong>Ad esempio “K” come la racconteresti?</strong><br />
Ecco, questa è la più difficile. È la storia di un pittore che parla delle linee, delle cose che si muovono e spiega dove stanno e spiega come trovarle. Non che io lo sappia, però ho immaginato cosa uno avrebbe detto se avesse dovuto spiegarlo.<br />
<strong><br />
Quando tu ti riascolti, ti ci ritrovi in quello che fai o pensi che non sei ancora tu come vorresti essere?</strong><br />
Mi ci ritrovo, però ho la sensazione che dovrei fare qualcosa anche di diverso. Un‘evoluzione di questo. Sento che si deve evolvere che si può fare qualcos’altro. Come qualcosa da raffinare, da far diventare più elegante.</p>
<p><strong>Ci sono degli artisti che secondo te, sono una spanna sopra gli altri per il tuo modo di amare la musica e le cose?</strong><br />
Si tantissimi. Ad esempio Meredith Monk, che ho avuto modo si sentire qualche tempo fa e che non c’entra niente con quello che faccio io ma che mi piace tantissimo. E poi Cat Power e mi rendo conto che qualche volta torno lì. Sono tanti comunque, tantissimi.<br />
<strong><br />
Tu hai iniziato da solista e dopo poco tempo hai avuto l’esigenza di suonare con un gruppo, come mai?</strong><br />
Forse perché non mi è mai piaciuto suonare da sola, proprio mai. E anche se alla fine ho trovato piacere nel fare anche quello, mi viene molto spontaneo da dire: OK prova a metterci qualcosa tu, ed è difficile che dica io che cosa fare a loro. Mi piace vedere come si evolve la cosa.<br />
<strong><br />
Com’è cambiato in generale il tuo modo di comporre, visto che adesso è una band Mimes Of Wine rispetto ai primi albori?</strong><br />
Ancora è abbastanza simile perché comincio ancora io e poi si arrangia tutti insieme. Anche se avrei voglia di fare qualcosa senza piano per vedere cosa viene fuori.</p>
<p><strong>Solo con la voce o con la chitarra o come?</strong><br />
Con la chitarra suonata da un altro. Forse meglio col basso perché lo maneggio meglio della chitarra e mi piace molto come strumento. Con la chitarra non lo so se potrei mai fare qualcosa. Dipende comunque sempre quello che ci metti.</p>
<p><strong>Chi ha contribuito affinché il disco venisse fuori così bene?</strong><br />
Enzo per primo. Poi Adriano Modica, fondamentale anche lui. Tiziano Bianchi che ha suonato la tromba in un paio di pezzi. È veramente bello quello che ha fatto e poi Daniele Calandra degli Addamanera. Direi più o meno questi e poi un paio di persone dalla California ai quali da qui, mandavo le tracce e poi loro me le rimandavano indietro. Sono il contrabbassista Kenny Annis e il violinista Neel Hammond. Completano la band che mi accompagna, quando suono in California, Mike Fonte alla chitarra e Drew Pearson alla batteria, sempre una formazione un po’ simile a quella italiana anche se i suoni sono parecchio diversi.<br />
<strong><br />
Dov’è stato registrato questo disco, e da chi?</strong><br />
È stato registrato da Enzo Cimino al Magazzeno Bis, studio che ora non c’è più purtroppo, anche se stanno cercando un nuovo posto. Poi ci sono le tracce a cui ho fatto fare su e giù dalla California. Enzo comunque ha messo insieme tutto come produzione e registrazione, un po’ io, ma soprattutto lui.<br />
<strong><br />
All’interno di un festival chi vorresti suonasse prima di te e chi subito dopo.</strong><br />
Prima di me non lo saprei dire, dopo un sacco di gente. Una cantante che l’ha fatto veramente e ne sono stata veramente onorata è stata Josephine Foster. Prima di salire sul palco forse Nancy Elizabeth, che mi piace davvero tanto.</p>
<p><strong>Hai già delle canzoni nuove che hai preparato?</strong><br />
Pronte sì, però solo tre.</p>
<p><strong>In base a cosa una tua canzone è pronta?</strong><br />
Se la suono dieci volte di seguito e ancora mi piace vuol dire che va bene. Certe volte ci metto parecchio ad arrivarci.<br />
<strong><br />
Hai già dei modi che sono quasi delle abitudini, nel tuo atto di comporre?</strong><br />
Sì e cerco di distaccarmene però, perché mi fa un po’ paura stare là a rifare qualcosa che ho già fatto. A volte mi piacciono molto i tasti neri, quindi cerco note in cui questi si avvicinano. Poi spesso parto da un testo, invece vorrei provare ad iniziare da note pure e vedere se il testo viene fuori da lì.<br />
<strong><br />
Mimes Of Wine è un nome così bello da dove arriva?</strong><br />
Viene da un disegno che ha fatto un mio amico Amir Mogharabi che poi è quello che ha fatto la grafica di tutto l’album. Lui aveva scritto questa poesia che iniziava con Mimes Of Wine, poesia che tra l’altro mi aveva regalato scritta accanto ad un disegno. Quando ho registrato le mie cose ho alzato la testa e il disegno era lì con su scritto Mimes Of Wine: un nome già perfetto. Poi è un bel ricordo perché quella poesia tutta intera la registrammo io e lui su un registratore a cassetta, anni e anni fa.</p>
<p><a href="http://www.ilmucchio.it/fdm_content.php?sez=incontri&amp;id_riv=70&amp;id=317">http://www.ilmucchio.it/fdm_content.php?sez=incontri&amp;id_riv=70&amp;id=317</a></p>
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		<title>REVIEW @ ROCKIT</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 14:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
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		<description><![CDATA[Mimes of Wine &#8211; Apocalipse Sets In Claudia Selmi 11/04/2009 Mimes of Wine racconta degli incontri di pochi secondi. Incontri dopo tanto tempo. Con le luci soffuse, nell&#8217;ultimo caldo dell&#8217;autunno. Vie di città con luci fantasma, gruppi di persone parlano e ridono, vanno e vogliono bere. Spezzoni di frasi. Che potevano non significare nulla, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Mimes of Wine &#8211; Apocalipse Sets In</h3>
<p>Claudia Selmi 11/04/2009</p>
<p>Mimes of Wine racconta degli incontri di pochi secondi. Incontri dopo tanto tempo. Con le luci soffuse, nell&#8217;ultimo caldo dell&#8217;autunno. Vie di città con luci fantasma, gruppi di persone parlano e ridono, vanno e vogliono bere. Spezzoni di frasi. Che potevano non significare nulla, ma hanno significato molto. E forse lo so solo io. E ci ripenso mentre mi allontano. E faccio due volte il giro dell&#8217;isolato. Lampioni e coni di luci vaga e falsa. Non voglio smettere di pensarci, con le cuffie nelle orecchie, Mimes of Wine, corrono impressioni di musiche che vengono da dentro le case e poi spariscono, musiche rubate alla strada e sopra i tetti. Tra il jazz e l&#8217;urbanità del rock. Gli abissi e le spie accese. Un&#8217;intera gamma di espressioni e colori spesso struggenti cangiano da una sorgente palpitante jazz e si tramutano in un soul più inebriante, in un vagheggiare orchestrale senza sosta rincorrendo la fine del giorno, o l&#8217;inizio.<br />
Partendo da un pianoforte. Uno strumento classico e contemporaneo, che eleva le emozioni, le incupisce, le chiarifica, le lancia in una selva in fiamme o le fà rotolare in fondo alle spiagge.<br />
Con &#8220;Apocalypse sets in&#8221;, disco d&#8217;esordio lavorato per quattro anni, si fà conoscere una cantante completa, prima di tutto nell&#8217;espressività della voce, e nel piegare le melodie a seconda di come emozione richiede, e poi nella vasta ricercatezza degli arrangiamenti, ora ironici ora sussultanti, ora di struttura ora di contorno. Mimes of Wine riesce a incorporare dentro la musica tutto lo spettro delle emozioni, dalla prima lettera dell&#8217;alfabeto all&#8217;ultima. Riesce a scolpire un pezzetto di vita. Sussurra, rimbomba e si spreca in tutti i toni e i modi, si erge come un lucido saluto d&#8217;addio, ricrea atmosfere e ha bisogno di ricordare. Di fissare persone e momenti. Di trattenere qualcosa, ma anche di lasciarla andare e correre via. Di poter esprimere luoghi e odori di città, attraverso la musica.<br />
Canzoni per gli incontri di una sera e poi mai più, o di una sera e per sempre. Le prime impressioni oppure film che tornano alla luce, sensazioni di sguardi che si alzano al cielo. E&#8217; già finito ed è meglio così. Non torno indietro, ti incontrerò ancora per caso. Vibrante come un <strong>Devendra Banhart</strong> al femminile, stregata come le prime atmosfere nebbiose alla <strong>Goldfrapp</strong>, cantautrice rock classica e sconcertante insieme come una <strong>Pj Harvey</strong> meno nervosa, a tratti prog soul alla &#8220;Mojo Pin&#8221; di <strong>Jeff Buckley</strong>. Come se accendi lei e si spengono le luci dentro al tram. Con un pianoforte esistenziale di certi film di vento che scorre e aeroporti.<br />
Come quando mi hai detto che non si vedono tram all&#8217;orizzonte e poi te ne sei andata. Come quando ti ho detto che magari un giorno Ci vediamo.<br />
Nell&#8217;album &#8220;Apocalypse sets in&#8221;, viene prima una donna, Laura Loriga, e un pianoforte, a cui si aggiungono i violini, le percussioni di Enzo Cimino (dei<strong>Mariposa</strong>), il basso, le chitarre, il sax, e due diversi schieramenti di musicisti Italia-Usa (è di Bologna ma vive a Los Angeles, e ha scritto parte dell&#8217;album a Parigi) che a seconda delle disponibilità si prestano ai concerti, quindi musicalmente molto variabili. Il suo prossimo progetto è di fare un disco in cui vuole cantare alla <strong>Meredith Monk</strong> (!).<br />
Intanto Mimes of Wine ha confezionato un disco che racchiude il magnetismo per volatilizzare le debolezze, pronunciare serenamente gli addii.</p>
<p><a href="http://www.rockit.it/album/11993/mimes-of-wine-apocalypse-sets-in">http://www.rockit.it/album/11993/mimes-of-wine-apocalypse-sets-in</a></p>
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		<title>REVIEW @ REPUBBLICA</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 16:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypsa Sets In]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of Wine &#8211; Apocalypsa Sets In Susanna La Polla «Una voce sorprendente», « U n a P j Harvey italiana» o ancora «Una Diamanda Galas narcotizzata». Così la osannano siti e riviste di musica indie, italiani e stranieri, che da qualche settimana le dedicano interviste e recensioni. Il suo nome è Mimes of Wine, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mimes of Wine &#8211; Apocalypsa Sets In</p>
<p>Susanna La Polla</p>
<p>«Una voce sorprendente», « U n a P j Harvey italiana» o ancora «Una Diamanda Galas narcotizzata». Così la osannano siti e riviste di musica indie, italiani e stranieri, che da qualche settimana le dedicano interviste e recensioni. Il suo nome è Mimes of Wine, al secolo Laura Loriga, talentuosa cantautricee pianista bolognese, nelle cui malinconiche ed ipnotiche composizioni aleggia in realtà non solo lo spettro della rockeuse britannica ma anche quelli di Jeff Buckley e Sonic Youth. Il nome del progetto come solista di Laura, «I mimi del vino», nasce dal verso di una poesia di un amico, Amir Mogharabi. Quella stessa poesia ha ispirato il titolo del suo album di debutto, «Apocalipse sets in», disco dalle atmosfere oniriche e notturne uscito il mese scorso in Italia e in Europa per la Midfinger Records. Laura ha 28 anni, è bionda e dall&#8217; aspetto etereo, l&#8217; infanzia nella casa di famiglia di via Castiglione, gli studi al Liceo Galvani e la passione per la musica. Una passione che ha assecondato studiando pianoforte sin da bambina e che nel 2003 l&#8217; ha portata sino a Los Angeles: «Ho sempre voluto fare musica e la California mi è sembrato il posto perfetto per andare a provare &#8211; racconta &#8211; Così, mentre lavoravo come ricercatrice di Antropologia alla U. C. L. A., seguivo lezioni di canto al Conservatory of Music di Silverlake, la scuola di musica non profit fondata da Flea, il bassista dei Red Hot Chili Peppers, un luogo pieno di bimbi e davvero molto economico». Dell&#8217; esperienza vissuta in California, dove è rimasta per più di tre anni, è intriso «Apocalypse sets in», ma anche dei sei mesi in cui ha vissuto a Parigi. «Lì ho imparato molto e ho scritto una buona parte dell&#8217; album», ricorda «Parigi è la città perfetta per scrivere». «Oberkampf», ad esempio, una delle canzoni del disco, è dedicata alla libreria della Ville Lumiere «Shakespeare &amp; Co»: «E&#8217; un posto molto particolare, tutti gli scrittori da Hemingway a Joyce a Miller sono passati da lì» dice con aria nostalgica. Tra questi luoghi e la natia Bologna, nasce nel 2006 Mimes of Wine: «All&#8217; inizio ero solo io, piano e voce, poi quando Enzo Cimino dei Mariposa, co &#8211; produttore del disco, mi ha proposto di registrarei primi brani, la cosa è cresciuta e abbiamo coinvolto altri musicisti come Adriano Modica di Trovarobato e Daniele Calandra degli Addamanera». Il chitarrista Francesco Begnono, il batterista Zeus Ferrari e il polistrumentista Stefano Michelotti accompagnano invece Laura dal vivo quando si trova in Italia ma Mimes of Wine è un progetto destinato a non rimanere ancorato a una specifica formazione, anche perché a breve la cantautrice tornerà negli States, dove si trova la sua band americana e il gruppo di ricerca, e dove porterà avanti nuove idee: «Sto preparando un secondo album, nel quale mi piacerebbe suonare il basso, strumento che amo molto, inoltre sto scrivendo musiche per una compagnia teatrale californiana che realizza spettacoli a metà fra il climbing e la danza, poi vorrei provarea cantare come Meredith Monk».</p>
<p><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/25/laura-loriga.html" target="_blank">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/25/laura-loriga.html</a></p>
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		<title>Mimes of Wine @ Locomotiv &#8211; Opening Josephine Foster</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 15:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele Franzini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<description><![CDATA[Video Live del 10 maggio 2009]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Video Live del 10 maggio 2009</p>
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		<title>REVIEW @ SLINDER</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 10:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apocalypse sets in &#8211; Mimes of Wine Mimes of Wine è Laura Loriga, artista cresciuta (musicalmente e non solo) fra i bistrot di Parigi e le coste occidentali dell&#8217;America, fra i tasti di un pianoforte che paiono essergli cuciti ai polpastrelli come bottoni ad una bambola. Ed è proprio intorno a questo suo legame con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.souldesigner.net/midfinger2010/wp-content/uploads/2009/11/MimesOf.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1270" title="MimesOf" src="http://www.souldesigner.net/midfinger2010/wp-content/uploads/2009/11/MimesOf.jpg" alt="MimesOf" width="900" height="636" /></a><br />
Apocalypse sets in &#8211; Mimes of Wine</p>
<p><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Georgia"><span style="color: #000000">Mimes of Wine è Laura Loriga, artista cresciuta (musicalmente e non solo) fra i bistrot di Parigi e le coste occidentali dell&#8217;America, fra i tasti di un pianoforte che paiono essergli cuciti ai polpastrelli come bottoni ad una bambola.<br />
Ed è proprio intorno a questo suo legame con lo strumento che gira &#8220;Apocalypse Sets In&#8221;, lp d&#8217;esordio curato da Enzo Cimino dei Mariposa, altro progetto bolognese che non ha mai avuto le spettanti fortune.<br />
Laura e il pianoforte, si diceva.<br />
Un amore cortese ma anche sprezzante.<br />
Voce e piano paiono in lotta.</span></span></span><br />
<span style="font-family: Georgia;color: #000000;font-size: small"> (© Fabrizio Zampigni, 2009)</span><br />
<span style="font-size: medium"><span style="font-family: Georgia"><span style="color: #000000"><br />
Si lanciano cocci di folk sconfinato, urla condite di jazz e poi fanno pace.<br />
Saturano l&#8217;aria di sensazioni vibranti, fisiche, si è in attesa di un qualcosa di percepibile ma che non è ancora accaduto.<br />
Se si potesse dargli un profumo sarebbe quello del legno bagnato di pioggia quando il sole rifà capolino dalla sua maschera di nubi grigie.<br />
Inzuppati i fiati (<span style="color: #ff00ff"><em>Bolivar</em></span>), sofferenti gli archi (<span style="color: #ff00ff"><em>Long Lifting Road</em></span>), plasmabili le strutture, ricche di sfumature, di pieghe in cui rifugiarsi o nascondersi.<br />
Poi, su tutti, la bocca di Laura che si apre a dar il benvenuto alla purezza del tormento.<br />
Ti viene addosso, senti il colpo e solo dopo un attimo t&#8217;accorgi della ferita: un graffio da niente.<br />
Sorridi e succhi il sangue dalle dita, che rosso ed amabile come un vino d&#8217;annata.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Georgia"><span style="color: #000000"><a href="http://marrucabis.splinder.com/post/21547463/Mimes+Of+Wines+-+Apocalypse+Se" target="_blank">http://marrucabis.splinder.com/post/21547463/Mimes+Of+Wines+-+Apocalypse+Se</a></span></span></span></p>
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		<title>REVIEW @ AUDIODROME</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 14:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of Wine &#8211; Apocalypse Sets In Giorgio Grimadi I Mimes Of Wine &#8211; progetto che vede protagonista Laura Loriga (autrice di tutti i brani tranne “Long Lifting Road”, scritto insieme a Luca Marani) alla voce, al piano e alle tastiere &#8211; propongono un disco da inserire nel solco del cantautorato più delicato, malinconico, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mimes of Wine &#8211; Apocalypse Sets In</p>
<p>Giorgio Grimadi</p>
<table style="font-family: Verdana;font-size: 11px" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="750">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top">
<div>
<table style="font-family: Verdana;font-size: 11px" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="750">
<tbody>
<tr>
<td width="490" align="left" valign="top">
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<tbody>
<tr>
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<tbody>
<tr>
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<tbody>
<tr>
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<table style="font-family: Verdana;font-size: 11px" border="0" cellspacing="0" cellpadding="10" width="480">
<tbody>
<tr>
<td>
<div style="font-family: Verdana;font-size: 8pt">
<p align="justify"><span style="font-size: x-small"><img style="border-color: #000000" src="http://www.audiodrome.it/upload/rte/mimesofwine_apocalypse_sets_in.jpg" border="1" alt="" hspace="3" vspace="3" align="left" /></span><span style="font-family: Georgia">I Mimes Of Wine &#8211; progetto che vede protagonista Laura Loriga (autrice di tutti i brani tranne “Long Lifting Road”, scritto insieme a Luca Marani) alla voce, al piano e alle tastiere &#8211; propongono un disco da inserire nel solco del cantautorato più delicato, malinconico, ma non per questo, seppure possa apparire come un paradosso, scevro di momenti piuttosto energici.</span></p>
</div>
<div style="font-family: Verdana;font-size: 8pt">
<p align="justify"><span style="font-size: x-small"><span style="font-family: Georgia">Insieme a fiati e archi, la voce della Loriga e il suo pianoforte sono gli elementi centrali di questo lavoro, molto spontaneo nel suo spirito ma molto curato nella sua realizzazione. Si tratta di dieci episodi finissimi e intensi, immersi in un’atmosfera lieve come la quiete pomeridiana, espressioni musicali della sfera emozionale. Il talento della Loriga è indiscusso, e si manifesta sia nell’ambito vocale, dove esprime il meglio proprio nei momenti pienamente lirici (mentre convince meno quando sceglie la forma di una sorta di parlato), sia in quello pianistico, per i suggestivi motivi e passaggi che sono il cuore di tutto questo Apocalypse Sets In. Un progetto estremamente valido e promettente, che se insisterà maggiormente verso una maggiore varietà di soluzioni (ma non è assolutamente un dovere, semmai una scelta, perché qui la forma è stata trovata) potrà condurre verso risultati ancora migliori. Per ora c’è un ascolto che ha il sapore dell’incanto.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small"><span style="font-family: Georgia"><a href="http://www.audiodrome.it/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=5435" target="_blank">http://www.audiodrome.it/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=5435</a></span></span></p>
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		<title>REVIEW @ ROCK SHOCK</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 14:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of Wine &#8211; Apocalypse sets in Simona Fusetta C’è voluto un lungo travaglio per dare alle stampe questo album. Quattro anni in cui Laura Loriga ha sperimentato, viaggiato e soprattutto suonato dal vivo per dare forma a questa summa di influenze, dai posti in cui lei stessa ha vissuto (Bologna, Parigi e gli States) alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.souldesigner.net/midfinger2010/wp-content/uploads/2009/11/3686565175_0c171bed52.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1272" title="3686565175_0c171bed52" src="http://www.souldesigner.net/midfinger2010/wp-content/uploads/2009/11/3686565175_0c171bed52.jpg" alt="3686565175_0c171bed52" width="500" height="333" /></a><br />
Mimes of Wine &#8211; Apocalypse sets in</p>
<p>Simona Fusetta</p>
<p style="font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 100%;font-family: inherit;vertical-align: baseline;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 0px;margin-top: 0px;padding: 0px;border: 0px initial initial">C’è voluto un lungo travaglio per dare alle stampe questo album. Quattro anni in cui Laura Loriga ha sperimentato, viaggiato e soprattutto suonato dal vivo per dare forma a questa <em>summa</em> di influenze, dai posti in cui lei stessa ha vissuto (Bologna, Parigi e gli States) alle persone con cui ha collaborato (Enzo Cimino dei Mariposa, Francesco Begnoni e Zeus Ferrari). Dieci tracce nelle quali prende forma l’universo musicale di questa cantautrice italiana, sola (si fa per dire) con i suoi strumenti: il piano e la sua splendida ed incantevole voce.</p>
<p style="font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 100%;font-family: inherit;vertical-align: baseline;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 0px;margin-top: 0px;padding: 0px;border: 0px initial initial">L’album si apre con tre brani decisamente rappresentativi dello stile di <em>Apocalypse sets in</em>: in <em>Julius</em>atmosfere noise si fondono con il piano, l’elemento principe e imprescindibile; <em>K</em> ci culla tra repentini cambiamenti di ritmo, portabandiera dell’anti-banalità, mentre <em>Bolivar</em> si arricchisce delle sonorità della tromba, oltre che di rumori dal forte sapore contemporaneo.</p>
<p style="font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 100%;font-family: inherit;vertical-align: baseline;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 0px;margin-top: 0px;padding: 0px;border: 0px initial initial">Verso la metà, l’album tende a stabilizzarsi su questa modalità esecutiva, per poi riprendersi sul finale con brani come <em>Long Lifting Road</em>, dove chitarra e violino mi hanno ricordato i primi lavori di Cristina Donà, <em>From a forsaken bow,</em> che ci riporta ad echi decisamente più folk, ed infine <em>Fishes</em>, dove il piano viene contaminato da batteria, tromba e tastiere.</p>
<p style="font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 100%;font-family: inherit;vertical-align: baseline;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 0px;margin-top: 0px;padding: 0px;border: 0px initial initial">Non mi resta che elogiare quest’opera prima di Laura Loriga, uno degli esempi dell’eccellenza della musica italiana, perfettamente in grado di conquistare i mercati internazionali (perché non esistono solo Eros Ramazzotti e Laura Pausini). Certo, il cantato in inglese aiuta, ma il grosso del lavoro è tutto appannaggio della voce di questa cantante, facilmente accomunabile a quella di P.J. Harvey e della nostra Cristina Donà. Quando c’è tanta bellezza e raffinatezza, anche il testo passa in secondo piano. Sentiremo ancora parlare di lei, e non solo in Italia (a meno che il suo genio non venga fagocitato dalle stupide leggi di mercato).</p>
<p style="font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 100%;font-family: inherit;vertical-align: baseline;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 0px;margin-top: 0px;padding: 0px;border: 0px initial initial"><a href="http://www.rockshock.it/mimes-of-wine-apocalypse-sets-in/" target="_blank">http://www.rockshock.it/mimes-of-wine-apocalypse-sets-in/</a></p>
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		<title>REVIEW @ COMUNICAZIONE INTERNA</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 10:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Guido Gambacorta A metà strada tra la Pj Harvey meno ruvida e la Tori Amos più carnale, la cantautrice e pianista Laura Loriga, in arte Mimes of Wine, aggiunge una ricca dose di personalità alla venerazione nei confronti delle due eroine suddette: liriche anglofone padroneggiate ottimamente – per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="font-size: 2em">Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-140" title="cpertinamimigrande" src="http://www.souldesigner.net/souldesigner/wp-content/uploads/2009/10/cpertinamimigrande-300x299.jpg" alt="cpertinamimigrande" width="300" height="299" /></p>
<p>Guido Gambacorta</p>
<p>A metà strada tra la Pj Harvey meno ruvida e la Tori Amos più carnale, la cantautrice e pianista Laura Loriga, in arte Mimes of Wine, aggiunge una ricca dose di personalità alla venerazione nei confronti delle due eroine suddette: liriche anglofone padroneggiate ottimamente – per lei anche soggiorni a Los Angeles e a San Francisco, lontano dalla sua Bologna – buone capacità in fase compositiva/esecutiva ed egregia versatilità dal punto di vista vocale/interpretativo. Il pathos severo di “K”, la tromba e il contrabbasso che commentano l’istintualità di “Gozo”, la vibrante dolcezza di “Long lifting road” e il canto modulato tra note pioggerellanti di pianoforte e passi midtempo di violino in “Oberkampf” sono i momenti di “Apocalypse sets in” che mi hanno emozionato di più, ma non mi stupirei se voi ne sceglieste altri.<br />
A dar man forte a Laura una ricca schiera di amici e collaboratori, tra i quali spiccano Adriano Modica (chitarre, basso, ebows ed occasionale voce di supporto) ed Enzo Cimino (batterista dei Mariposa, qui anche coproduttore del disco).<br />
Ultimi complimenti per Amir Mogharabi, responsabile dell’artwork.</p>
<p><a href="http://www.comunicazioneinterna.it/dettaglio_ascolti.php?id=1343">http://www.comunicazioneinterna.it/dettaglio_ascolti.php?id=1343</a></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
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		<title>HALLOWEEN w/t CHICKS ON SPEED @ ROCKET</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 09:33:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele Franzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Chicks on speed]]></category>
		<category><![CDATA[Halloween]]></category>
		<category><![CDATA[Rocket]]></category>

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		<description><![CDATA[HALLOWEEN w/t CHICKS ON SPEED @ ROCKET &#8211; SABATO 31 OTTOBRE &#8211; ROCKET, Con la collaborazione di KISS THIS! &#8211; In partnership con MIDFINGER MAG  &#124; Presenta &#124; CHICKS ON SPEED (live dj set) &#8211; PINK HOLY DAYS (live) &#8211; WEISS (dj set) &#8211; Apertura porte h. 22.00 &#8211; Via Pezzotti 52 Milano &#8211; Ingresso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-99" title="3" src="http://www.souldesigner.net/souldesigner/wp-content/uploads/2009/10/3-1024x716.jpg" alt="3" width="600" height="419" /></p>
<p>HALLOWEEN w/t CHICKS ON SPEED @ ROCKET &#8211;  SABATO 31 OTTOBRE &#8211;  ROCKET,  Con la collaborazione di KISS THIS! &#8211;  In partnership con MIDFINGER MAG  | Presenta | CHICKS ON SPEED (live dj set) &#8211; PINK HOLY DAYS (live) &#8211; WEISS (dj set) &#8211;  Apertura porte h. 22.00 &#8211;  Via Pezzotti 52  Milano &#8211; Ingresso NP<br />
<span id="more-688"></span><br />
CHICKS ON SPEED:<br />
Approdano al Rocket, ad Halloween, in  prima ed unica data milanese, per presentare “Cutting the edge”, quinto album del duo proveniente da  New York ed Australia con base a Berlino, con una spettacolare ed innovativa forma di live dj set.<br />
Durante la performance  verranno suonati infatti anche gli OGGETTI STRUMENTI, culmine della fusione tra moda, performance e sculture indossabili, avvalendosi degli ultimi sviluppi tecnologici negli ambiti della scienza e dei nuovi media: chitarre a stiletto, sassofono chitarra elettrica.<br />
Per chi ancora non lo sapesse, le Chicks on Speed sono un gruppo formatosi durante gli anni di studio all&#8217;Accademia d&#8217;Arte di Monaco verso la fine degli anni &#8217;90. Pioniere del superamento dei generi artistici quali moda, musica e performance, seguendo la tradizione del Situazionismo e del Surrealismo, hanno praticamente inventato l’electro clash.<br />
Le fondatrici delle COS sono Melissa Logan (New York) e Alex Murray‐Leslie (Bowral, Australia) e hanno fatto parte di grandi progetti nel campo della moda, arte e musica insieme a Karl Lagerfeld, Jean Charles de Castelbajac, Douglas Gordon, Peaches, Amanda Lapore e Jeremy Scott, giusto per fare alcuni nomi.<br />
HYPERLINK &#8220;http://www.myspace.com/chicksonspeed&#8221; http://www.myspace.com/chicksonspeed</p>
<p>MIDFINGER MAG<br />
Performance fotografica del mensile online più creativo ed innovativo di Milano, sempre attento ad immortalare i migliori eventi e performance nel suo unconventional indie style</p>
<p>http://www.midfingermag.com/</p>
<p>WEISS  (dj set)<br />
Già conosciuta al pubblico del Plastic, del Magnolia e del Rocket nel duo Girls Can Tell, Weiss spinna indie, elettro e wave con un touch unico e cool.<br />
HYPERLINK &#8220;http://www.myspace.com/bettybianca&#8221; http://www.myspace.com/bettybianca</p>
<p>PINK HOLY DAYS (live)<br />
In apertura il live dei promettenti Pink Holy Days,tra Sigue Sigue Sputnik e Primal Scream oscuri ed anfetaminici.<br />
HYPERLINK &#8220;http://www.myspace.com/pinkholydays&#8221; http://www.myspace.com/pinkholydays</p>
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		<title>Monsters &#8211; Mr Bizarro &amp; The Highway Experience Video</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 16:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele Franzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bands Videoclip]]></category>
		<category><![CDATA[Monsters]]></category>
		<category><![CDATA[Mr Bizarro & The Highway Experience]]></category>

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		<description><![CDATA[Monsters, il nuovo video dei Mr. Bizarro &#38; The Highway Experience!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Monsters, il nuovo video dei Mr. Bizarro &amp; The Highway Experience!</p>
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		<title>Lara Martelli &#8211; NYC Sunset RMX &#8211; Video by Souldesigner</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 15:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele Franzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bands Videoclip]]></category>
		<category><![CDATA[Lara Martelli]]></category>
		<category><![CDATA[NYC Sunset]]></category>

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		<description><![CDATA[Artist: Lara Martelli &#8211; laramartelli.it Song: NYC Sunset RMX Album: Cerridwen Label: Midfinger &#8211; midfinger.net Distribution: Audioglobe &#8211; audioglobe.it Director: Samuele Franzini &#8211; samuelefranziniphotography.com Photography: Samuele Franzini Styling n&#8217; Make-Up: Luca Marchetto e Giovanni De Ruvo Post n&#8217; Color: Samuele Franzini Production: SOULDESIGNER &#8211; souldesigner.net Model: Aleksandra Mitrovic 1st Assistant: Marco Bressanelli Styling Credits: Dress: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="949" height="534" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=3998817&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=ffffff&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="949" height="534" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=3998817&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=ffffff&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Artist: Lara Martelli &#8211; <a rel="nofollow" href="http://www.laramartelli.it/" target="_blank">laramartelli.it</a><br />
Song: NYC Sunset RMX<br />
Album: Cerridwen<br />
Label: Midfinger &#8211; <a rel="nofollow" href="http://www.midfinger.net/" target="_blank">midfinger.net</a><br />
Distribution: Audioglobe &#8211; <a rel="nofollow" href="http://www.audioglobe.it/" target="_blank">audioglobe.it</a></p>
<p>Director: Samuele Franzini &#8211; <a rel="nofollow" href="http://www.samuelefranziniphotography.com/" target="_blank">samuelefranziniphotography.com</a><br />
Photography: Samuele Franzini<br />
Styling n&#8217; Make-Up: Luca Marchetto e Giovanni De Ruvo<br />
Post n&#8217; Color: Samuele Franzini<br />
Production: SOULDESIGNER &#8211; <a rel="nofollow" href="../../" target="_blank">souldesigner.net</a><br />
Model: Aleksandra Mitrovic<br />
1st Assistant: Marco Bressanelli</p>
<p>Styling Credits:<br />
Dress: LUCIO COSTA<br />
Shoes: ANTEPRIMA<br />
Bag: HTC TRADING COMPANY</p>
<p>© &amp; (p) 2009 Midfinger Records (a brand of Independent Entertainment Group Snc.)</p>
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		<title>Apocalypse Sets In &#124; Mimes Of Wine</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 16:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele Franzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catalogue]]></category>

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		<description><![CDATA[The brand new  Mimes of Wine album available fully in straming here, 5$ starting price to have it digitally!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The brand new  Mimes of Wine album available fully in straming here, 5$ starting price to have it digitally!<span id="more-328"></span></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-140" style="border: 0pt none; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" title="cpertinamimigrande" src="http://www.souldesigner.net/souldesigner/wp-content/uploads/2009/10/cpertinamimigrande-300x299.jpg" alt="cpertinamimigrande" width="400" height="399" /><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="100" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="quality" value="high" /><param name="allowScriptAccess" value="never" /><param name="allowNetworking" value="always" /><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="src" value="http://bandcamp.com/EmbeddedPlayer.swf/album=2786666058/size=venti/bgcol=FFFFFF/linkcol=000000/" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="100" src="http://bandcamp.com/EmbeddedPlayer.swf/album=2786666058/size=venti/bgcol=FFFFFF/linkcol=000000/" bgcolor="#FFFFFF" allownetworking="always" allowscriptaccess="never" quality="high"></embed></object></p>
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		<title>Agaskodo Teliverek</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 09:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artists Roster & Booking]]></category>

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		<description><![CDATA[AGASKODO TELIVEREK (meaning rearing stallions in Hungarian!) are a London based Japano-Hungarian-Swedish-Scottish-Nepalese four-piece, featuring guitarists Miki Kemecsi, Tamas Szabo, Hiroe Takei on vocals and latest member Pharoah S. Russell on drums. They produce a unique mashed-up style of guitar based music which they call &#8220;Psycho Goulash&#8221;, combining Dick Dale-esque guitar riffage with manic electronic beats [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Agaskodo Teliverek" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/df/Agaskodo_Teliverek.jpg" alt="" width="350" height="343" /></p>
<p>AGASKODO TELIVEREK (meaning rearing stallions in Hungarian!) are a London based Japano-Hungarian-Swedish-Scottish-Nepalese four-piece, featuring guitarists Miki Kemecsi, Tamas Szabo, Hiroe Takei on vocals and latest member Pharoah S. Russell on drums. They produce a unique mashed-up style of guitar based music which they call &#8220;Psycho Goulash&#8221;, combining Dick Dale-esque guitar riffage with manic electronic beats and screeching vocals. Since releasing their self titled debut album (2006 ADAADAT) they have extensively toured the UK &amp; Europe playing alongside acts like Les Georges Leningrad, Trencher, DAT Politics, J.G. Thirlwell, Max Tundra, Lightning Bolt, and also been Damo Suzuki&#8217;s (Can) backing band.</p>
<p>&#8220;AGASKODO TELIVEREK are wierd, they make frantic, electronic guitar concoctions, wear matching body hugging football uniforms&#8230; all of these things, however, somehow combine to create a super cool of-the-wall dream team of fun.&#8221;<br />
DAZED &amp; CONFUSED</p>
<p>&#8220;Their self-titled debut attains a level of self conscious wrongness so wholly woven into it&#8217;s own fabric it resembles a gourmet meal in the shape of a flesh-eating virus&#8221;<br />
PLAN-B MAGAZINE</p>
<p>&#8220;Agaskodo Teliverek are so far removed from modern cliché&#8217;s that it&#8217;s as if they spike you with a special Hungarian Acid&#8221;<br />
ARTROCKER</p>
<p>&#8220;Like Val Valentino revealing the secrets of the Magic Circle, AGASKODO seem to break what could be indulgent guitar solos down to the simplicity they are really built from, creating playful pop riffs layered like three-minute flirtations with Yes. &#8221;<br />
DROWNED IN SOUND</p>
<p>&#8220;They claim to be &#8216;an ordinary bunch of Hungarian accountants&#8217;. Accountants with a hideous seething pit of weirdness just below the surface of their sensible day-to-day exteriors.&#8221;<br />
ORGAN</p>
]]></content:encoded>
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		<title>REVIEW @ SONIC DICE</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 19:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Luke Bishop &#8211; 09/18/09 With some 13 musicians contributing to their sound you might expect Mimes Of Wine to make a racket. But this album deftly proves that a big band, doesn’t necessarily mean a big sound. In fact, the term ‘band’ is misleading; the main focal point is [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p>Luke Bishop &#8211; 09/18/09</p>
<p style="font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 100%;font-family: inherit;vertical-align: baseline;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 1.5em;margin-left: 0px;text-align: justify;padding: 0px;border: 0px initial initial">With some 13 musicians contributing to their sound you might expect <strong>Mimes Of Wine</strong> to make a racket. But this album deftly proves that a big band, doesn’t necessarily mean a big sound. In fact, the term ‘band’ is misleading; the main focal point is lead singer and pianist Laura Loriga with the rest of the musicians and their instruments working on a revolving door basis, appearing as and when they are needed to back up her songs. Because of this, the album feels largely like a solo effort albeit one with a lot more ambition than most singer-songwriters.</p>
<p style="font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 100%;font-family: inherit;vertical-align: baseline;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 1.5em;margin-left: 0px;text-align: justify;padding: 0px;border: 0px initial initial">From the beginning, it has an experimental feel that belies the fact it is mostly acoustic and lacking in any audio-trickery. Opener <em>Julius</em> begins jarringly, the breathy vocals never sounding quite in tandem with the piano but they soon create a haunting atmosphere with the help of background chanting and an eerie <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/EBow">EBow</a>.</p>
<p style="font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 100%;font-family: inherit;vertical-align: baseline;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 1.5em;margin-left: 0px;text-align: justify;padding: 0px;border: 0px initial initial">Despite being largely based on piano and vocals, the album thankfully never strays into Norah Jones-style blandness. In tracks like <em>K</em>, where it briefly threatens to do so, it quickly shifts its sound – the piano starts to gallop and some muted but dextrous drumming is thrown into the mix completely changing the atmosphere of the song.</p>
<p style="font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 100%;font-family: inherit;vertical-align: baseline;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 1.5em;margin-left: 0px;text-align: justify;padding: 0px;border: 0px initial initial">In fact, atmosphere might be what this album has a little bit too much of. The album was recorded over the course of three winters in California, Paris and the band’s native Italy, and the bleakness of the season hangs heavily over it. Nowhere is this more evident than<em>Long Lifting Road</em>; a dirge of minor-chords accompanied by embittered, half-sung, half-whispered vocals; a song which, at many points, seems ready to explode into action but never quite picks itself up out of its hole.</p>
<p style="font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 100%;font-family: inherit;vertical-align: baseline;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 1.5em;margin-left: 0px;text-align: justify;padding: 0px;border: 0px initial initial">But despite the oppressively grim and foreboding atmosphere, which often cloys up the album, it throws enough variation into the mix to keep up the listener’s interest. On first listen, <em>Oberkampf</em> seems yet another dreary lament when, out of nowhere, it turns into a early-20th century jazz song for about 30 seconds before continuing like nothing had ever happened. The album is full of little moments like this, which means you listen to it eagerly awaiting what sounds will appear around the next musical corner.</p>
<p style="font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 100%;font-family: inherit;vertical-align: baseline;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 1.5em;margin-left: 0px;text-align: justify;padding: 0px;border: 0px initial initial"><a href="http://www.sonicdice.com/2009/09/18/album-review-mimes-of-wine-apocalypse-sets-in/" target="_blank">http://www.sonicdice.com/2009/09/18/album-review-mimes-of-wine-apocalypse-sets-in/</a></p>
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		<title>REVIEW @ CALEIDOSCOOP</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 23:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Jan Willem Broek &#8211; 09/12/2009 Er zijn van die bijzondere talenten, die je meteen van je sokken weten te blazen; van die onverwachte juweeltjes. Zangeres en pianiste Laura Loriga is er zo één. Ze verblijft ergens tussen Italië (Bologna), Frankrijk (Paris) en vooral de Verenigde Staten (Los Angeles). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p>Jan Willem Broek &#8211; 09/12/2009</p>
<p>Er zijn van die bijzondere talenten, die je meteen van je sokken weten te blazen; van die onverwachte juweeltjes. Zangeres en pianiste Laura Loriga is er zo één. Ze verblijft ergens tussen Italië (Bologna), Frankrijk (Paris) en vooral de Verenigde Staten (Los Angeles). Haar voornaamste wapens zijn haar verbluffende stem, waarmee ze fluistert maar ook op bij de keel grijpende en gepassioneerde wijze kan uithalen, plus haar innemende pianospel. Sinds 2005 is ze aan het schrijven geslagen en ze heeft haar project <strong><a href="http://www.myspace.com/mimesofwine" target="newwin">Mimes Of Wine</a></strong> gedoopt, een naam die ze heeft geadopteerd van een tekening (van ene Amir Mogharabi) die ze erg mooi vindt. Op haar debuut <em>Apocalypse Sets In</em> doen 12 gasten mee op drums, klokkenspel, gitaren, bas, trompet, klarinet, violen, contrabas, cello en zang, terwijl ze zelf nog orgel en synthesizer toevoegt. Maar al die toevoegingen zijn er vooral om de door haar neergezette droefgeestige sfeer te ondersteunen. Het blijft dan ook intiem en sober. Vanaf de allereerste klanken weet ze je kippenvel op scherp te zetten. De emotionele muziek heeft als rode draad het melancholische pianospel dat vooral in de singer-songwriterhoek zit, maar ze lijft ook jazz, pop, avant-garde, lichte experimenten, poëtische voordrachten, progrock en (freak) folk in. Associaties met artiesten en groepen als <strong>Winter Family, Soap &amp; Skin, Peter Broderick, Wim Mertens, Antony And The Johnsons, DM Stith, Tori Amos, Shannon Wright</strong> en<strong>CocoRosie</strong>, waar ze echt niet voor onder doet, liegen er dan ook niet om. Aan het eind zit als bonus nog een fraai Frans zuchtmeisjes-nummer verstopt. Als de Apocalyps zich zo aandient, dan zitten we gebeiteld. Uitzonderlijke klasse!</p>
<p><a href="http://www.subjectivisten.nl/caleidoscoop/2009/09/mimes-of-wine-apocalypse-sets-in.html" target="_blank">http://www.subjectivisten.nl/caleidoscoop/2009/09/mimes-of-wine-apocalypse-sets-in.html</a></p>
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		<title>REVIEW @ ROCKACTION</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 11:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Agaskodo Teliverek]]></category>
		<category><![CDATA[Psycho Goulash]]></category>

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		<description><![CDATA[Agaskodo Teliverk &#8211; Psycho Goulash Divertenti, maliziosi, schizoidi. Gli Agaskodo Teliverek – formazione di base a Londra guidata dai chitarristi ungheresi Miklos “Miki” Kemecsi e Tamas “Tomi” Szabo – arrivano alla pubblicazione del secondo album dopo aver ben impressionato &#8211; e spiazzato – con il debutto omonimo del 2006. “Psycho Goulash” segna l’ingresso definitivo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="font-size: 2em"><span style="color: #000000"><a href="http://www.souldesigner.net/midfinger2010/wp-content/uploads/2009/11/4245365946-1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1301" title="4245365946-1" src="http://www.souldesigner.net/midfinger2010/wp-content/uploads/2009/11/4245365946-1.png" alt="4245365946-1" width="350" height="350" /></a><br />
Agaskodo Teliverk &#8211; Psycho Goulash</span></h1>
<div><strong> </strong></p>
<div style="font-family: 'Trebuchet MS', Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: 11px;color: #e59340">
<p style="font-size: 12px"><span style="color: #000000">Divertenti, maliziosi, schizoidi. Gli Agaskodo Teliverek – formazione di base a Londra guidata dai chitarristi ungheresi Miklos “Miki” Kemecsi e Tamas “Tomi” Szabo – arrivano alla pubblicazione del secondo album dopo aver ben impressionato &#8211; e spiazzato – con il debutto omonimo del 2006.</span></p>
<p style="font-size: 12px"><span style="color: #000000">“Psycho Goulash” segna l’ingresso definitivo in squadra della giapponese Hiroe Takei (voce e keytar) che rende ancora più intrigante e cervellotico il suono di un gruppo versato alle sonorità trasversali, legittimo ereditiere del tesoro compositivo della strippata generazione guidata da Captain Beefheart e avulso da qualsiasi definizione stilistica conosciuta.</span></p>
<p style="font-size: 12px"><span style="color: #000000">Tredici pezzi veloci – quasi del tutto strumentali &#8211; che fanno leva sull’immediatezza espressiva e sulla capacità degli Agaskodo Teliverek di rendere fluido un discorso complicato, errante, che a volte sembra dirigersi verso uno spazio sonoro totalmente astratto. Le chitarre di Miki e Tomi duellano a colpi di melodie e danno vita a un mood a metà strada tra il ballabile (“Perrrgo”), il pandemonio calcolato (“Garbage Pale Crocodile”), e una sorta di punk japan-oriented (“Kamikaze Curry Bun”) che riesce nella non facile impresa di incollare alla sedia l’ascoltatore fino all’ultima sterzata ritmica.</span></p>
<p style="font-size: 12px"><span style="color: #000000">La formula degli Agasako Teliverek funziona e conquista, perché è in grado di sorprendere e stupire continuamente. La band è la prima a non prendersi sul serio (sul myspace trionfa un “We Are Totally Incompetent”) e rischia rovinose cadute, ma ottiene quello che molti si limitano a sognare: uno stile proprio e inconsueto. </span></p>
<p style="font-size: 12px">
<p style="font-size: 12px"><span style="color: #000000"><a href="http://www.rockaction.it/e107_plugins/content/content.php?content.723">http://www.rockaction.it/e107_plugins/content/content.php?content.723</a></span></p>
<p style="font-size: 12px"><span style="color: #000000"> </span></p>
<p style="font-size: 12px"><span style="color: #000000"> </span></p>
</div>
</div>
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		<title>REVIEW @ ROCK MY DAYS</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 00:19:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Mimes of wine et “Apocalypse Sets In” (Midfinger/Audioglobe) : une italienne qui a bourlingué, valises posées entre l’Amérique et Paris et qui, d’une jolie voix cristalline, oscille entre folk précieux et chansons rock, toutes tensions douces et en vagues et ondoiements. Noble, délicat, mais étrangement presque hermétique malgré [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://www.souldesigner.net/midfinger2010/wp-content/uploads/2009/11/1248343579-1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1264" title="1248343579-1" src="http://www.souldesigner.net/midfinger2010/wp-content/uploads/2009/11/1248343579-1.png" alt="1248343579-1" width="350" height="350" /></a><br />
Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p>Mimes of wine et “<strong>Apocalypse Sets In</strong>” (Midfinger/Audioglobe) : une italienne qui a bourlingué, valises posées entre l’Amérique et Paris et qui, d’une jolie voix cristalline, oscille entre folk précieux et chansons rock, toutes tensions douces et en vagues et ondoiements. Noble, délicat, mais étrangement presque hermétique malgré un indéniable déploiement de savoir-faire en passation d’émotions…</p>
<p><a href="http://www.rockmydays.com/?p=1254" target="_blank">http://www.rockmydays.com/?p=1254</a></p>
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		<title>REVIEW @ MUSICAOLTRANZA</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 23:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Matteo Trifirò &#8211; 09/03/2009 Attivo dal 2005 questo progetto solista di Laura Loriga è nato in Italia, ma ha trovato il modo di svilupparsi ed arricchirsi all&#8217;estero, per la precisione in California dove, negli ultimi due anni, Laura ha testato le sue canzoni suonandole accompagnata da un contrabbasso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000"><a href="http://www.souldesigner.net/midfinger2010/wp-content/uploads/2009/11/1248343579-1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1264" title="1248343579-1" src="http://www.souldesigner.net/midfinger2010/wp-content/uploads/2009/11/1248343579-1.png" alt="1248343579-1" width="350" height="350" /></a><br />
Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</span></h1>
<p style="margin-bottom: 0cm;font-size: 12px;text-align: left;line-height: 160%"><span style="color: #000000">Matteo Trifirò &#8211; 09/03/2009</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;font-family: Georgia, Arial, Tahoma, Verdana;font-size: 12px;text-align: left;color: #848484;line-height: 160%"><span style="color: #000000">Attivo dal 2005 questo progetto solista di </span><strong><span style="color: #000000">Laura Loriga</span></strong><span style="color: #000000"> è nato in Italia, ma ha trovato il modo di svilupparsi ed arricchirsi all&#8217;estero, per la precisione in California dove, negli ultimi due anni, Laura ha testato le sue canzoni suonandole accompagnata da un contrabbasso, una viola ed alcuni elementi elettronici. Tornata in Italia Laura si è affiancata ai migliori musicisti bolognesi, capitanati dal buon </span><strong><span style="color: #000000">Enzo Cimino </span></strong><span style="color: #000000">che in quel che fu il Magazzeno ha registrato e riarrangiato il tutto in compagnia di </span><strong><span style="color: #000000">Francesco Begoni</span></strong><span style="color: #000000"> e</span><strong><span style="color: #000000"> Zeus Ferrari</span></strong><span style="color: #000000">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;font-family: Georgia, Arial, Tahoma, Verdana;font-size: 12px;text-align: left;color: #848484;line-height: 160%"><span style="color: #000000">Laura è brava, sa il fatto suo, canta bene e suona altrettanto bene. Ha un timbro ed un modo di utilizzare la voce che non può non rimandare alla </span><a href="Artisti&amp;Itemid=383"><strong><span style="color: #000000">PJ </span></strong></a><span style="color: #000000">cara a tutti, così come alcuni passaggi di pianoforte la inquadrano direttamente come figlia della </span><a href="Artisti&amp;Itemid=383"><strong><span style="color: #000000">Tori Amos</span></strong></a><span style="color: #000000">di “Corflake Girl”. Al fianco di questi due primi elementi la capacità di personalizzare e render unica la musica proposta ed il combo di musicisti arruolati per l&#8217;occasione che ce la mettono tutta, e devo dire con ottimi risultati, per accompagnare voce e pianoforte nel modo più delicato e meno fastidioso possibile.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;font-size: 12px;text-align: left;line-height: 160%"><span style="color: #000000">Sono quindi gong ed campanellini ,misti a qualche passaggio alla batteria, riff di chitarra o fiati lontani a comportarsi come terzo ed ultimo elemento ed andare a completare questo album dai toni autunnali e malinconici e dalle infinite potenzialità &#8230;</span></p>
<p><a href="http://www.musicaoltranza.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=4277:mimes-of-wine-qapocalypse-sets-inq&amp;catid=37:recensioni&amp;Itemid=393" target="_blank">http://www.musicaoltranza.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=4277:mimes-of-wine-qapocalypse-sets-inq&amp;catid=37:recensioni&amp;Itemid=393</a></p>
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		<title>REVIEW @ ROTE RAUPE</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 17:09:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Ann Kathrin &#8211; 09/04/2009 mit der stimme eines weiblichen rufus wainright (vielleicht ist es auch tom waits) singt sich mimes of wine durch 3 winter, an drei verschiedenen orten &#8211; zwischen europa und amerika. in diesem zwischenraum wird seit 2004 musik geschrieben und aufgenommen. die zusammenstellung trägt den [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p>Ann Kathrin &#8211; 09/04/2009</p>
<p>mit der stimme eines weiblichen rufus wainright (vielleicht ist es auch tom waits) singt sich mimes of wine durch 3 winter, an drei verschiedenen orten &#8211; zwischen europa und amerika. in diesem zwischenraum wird seit 2004 musik geschrieben und aufgenommen. die zusammenstellung trägt den prophetischen titel &#8220;apocalypse sets in&#8221; und berührt durch minimalismus und pathos (ja, das geht sehr gut zusammen) an den richtigen stellen. bei einigen songs wird nur gesprochen &#8211; fast schon körperlos wirkt die weibliche stimme über einem manischen klavierarrangement. hier klingt die musik von laura und amir ein bisschen nach cat power &#8211; hauptsächlich weil sie es schaffen, großes mit spartanisch arrangierter musik auszudrücken. und weil sie an den richtigen stelle ein bisschen dramatik zu lassen. mit der jedem hören werden neue schichten sichtbar. nicht viel lässt sich finden über diese band wir bitten um aufmerksamkeit (und um zeit) für diese band und dieses wunderbare album.</p>
<p><a href="http://www.roteraupe.de/review/8190/mimes-of-wine-apocalypse-sets-in.html" target="_blank">http://www.roteraupe.de/review/8190/mimes-of-wine-apocalypse-sets-in.html</a></p>
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		<title>REVIEW @ LEE SWINFORD</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 22:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Lee Swinford &#8211; 08/28/09 Occasionally as a budding writer, I’m sent something that really sparks the imagination. Luckily for me, poppingMimes of Wine’s latest record, Apocalypse Sets In, into my CD Player did just that. Now, it would be rude of me not to give you a brief introduction [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p style="font-size: 100%;line-height: 1.4em;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 18px;margin-left: 0px;padding-top: 0px;padding-bottom: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 24px">Lee Swinford &#8211; 08/28/09</p>
<p style="font-size: 100%;line-height: 1.4em;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 18px;margin-left: 0px;padding-top: 0px;padding-bottom: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 24px"><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px">Occasionally as a budding writer, I’m sent something that really sparks the imagination. Luckily for me, popping</span><strong>Mimes of Wine</strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px">’s latest record, </span><strong>Apocalypse Sets In</strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px">, into my CD Player did just that.</span></p>
<p style="font-size: 100%;line-height: 1.4em;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 18px;margin-left: 0px;padding-top: 0px;padding-bottom: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 24px">Now, it would be rude of me not to give you a brief introduction to the artist. <strong>Mimes of Wine</strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px"> is a collaborative outfit formed under the song writing and producer talents of Laura Loriga. </span><strong>Apocalypse Sets In</strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px"> is grand, yet it’s delicate, it’s powerful, but it’s intricate. To be honest, it’s a lot of everything in between, too.</span></p>
<p style="font-size: 100%;line-height: 1.4em;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 18px;margin-left: 0px;padding-top: 0px;padding-bottom: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 24px">Each of the ten songs that make up the record feature the piano playing abilities of Loriga. However, accompaniment is the key to keeping <strong>Apocalypse Sets In</strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px">refreshing. Loriga utilises the skills of many other musicians and instruments, including Guitars, Glockenspiels, Trumpets, Violins, Upright Basses, and Cellos to produce varying degrees of timbre.</span></p>
<p style="font-size: 100%;line-height: 1.4em;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 18px;margin-left: 0px;padding-top: 0px;padding-bottom: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 24px"><strong>Apocalypse Sets In</strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px"> is a record that must be absorbed from start to finish. Songs such as </span><strong>Bolivar</strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px">, and </span><strong>Oberkampf</strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px"> are playfully beautiful, whereas </span><strong>K</strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px">,</span><strong> </strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px">and </span><strong>From a Forsaken Bow</strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px">, are as perhaps as sorrowful as they are compelling. As maybe a loose comparison, Loriga’s voice draws similarities to the American folk singer song-writer, Stephanie Dosen, whilst her piano melodies and chord structures wouldn’t sound too discomforting on an Eluvium or Sigur Rós</span><strong> </strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px">record. Perhaps the next statement will later come back to haunt me but the vocal stylings of </span><strong>Julius</strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px">, which finds itself at the forefront of the album, initially made this writer draw comparisons to some of Björk’s more recent efforts. It’s </span><em><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px">that</span></em><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px"> good.</span></p>
<p style="font-size: 100%;line-height: 1.4em;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 18px;margin-left: 0px;padding-top: 0px;padding-bottom: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 24px">In <strong>Apocalypse Sets In</strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px">, </span><strong>Mimes of Wine</strong><span style="font-weight: normal;font-size: 100%;line-height: 1.4em;padding: 0px;margin: 0px"> have inspired a new fan. I for one will now be keeping a close eye on where it takes them.</span></p>
<p><a href="http://leeswinford.wordpress.com/2009/08/28/album-review-mimes-of-wine-apocalypse-sets-in/" target="_blank">http://leeswinford.wordpress.com/2009/08/28/album-review-mimes-of-wine-apocalypse-sets-in/</a></p>
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		<title>REVIEW @ ROCK ACTION</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 18:05:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in “Apocalypse Sets in” nasce dalle esperienze che Laura Loriga ha messo in fila negli ultimi tre anni, durante i quali si è lasciata influenzare dalle città dove ha vissuto, dalla nativa Bologna a Parigi, fino alle sponde californiane. Dieci brani compatti, dove la voce sofferta e penetrante di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000">Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</span></h1>
<p style="font-size: 12px"><span style="color: #000000">“Apocalypse Sets in” nasce dalle esperienze che Laura Loriga ha messo in fila negli ultimi tre anni, durante i quali si è lasciata influenzare dalle città dove ha vissuto, dalla nativa Bologna a Parigi, fino alle sponde californiane.</span></p>
<p style="font-size: 12px"><span style="color: #000000">Dieci brani compatti, dove la voce sofferta e penetrante di Laura va a intrecciarsi col filo spinato di un arrangiamento mai incline alla facile fruibilità. Sullo sfondo il suo pianoforte &#8211; suonato in penombra, con educazione – e una serie di interventi strumentali degli altri partecipanti al progetto Mimes of Wime, tra i quali il sempre ottimo Adriano Modica, Daniele Calandra e Tiziano Bianchi, trombettisti capaci di mettere l’accento a molti dei pezzi proposti. </span></p>
<p style="font-size: 12px"><span style="color: #000000">Laura prende per mano l’ascoltatore in una passeggiata tra luoghi incantati e d’imprendibile bellezza (“Bolivar”); danza come una piuma sulle strutture esili di “Gozo” e non perde mai il filo di un percorso intenso &#8211; a tratti veramente profondo &#8211; e che non può lasciare indifferenti.</span></p>
<p style="font-size: 12px"><span style="color: #000000">Album notturno ma d’intrinseca vitalità, rivolto a chi nella musica ha ancora voglia di trovare qualche significato e a chi ha il desiderio di lasciarsi cullare senza fare troppa opposizione, al costo abbordabile di un’ora del proprio tempo libero. </span></p>
<p style="font-size: 12px"><span style="color: #000000"><a href="http://www.rockaction.it/e107_plugins/content/content.php?content.891" target="_blank">http://www.rockaction.it/e107_plugins/content/content.php?content.891</a></span></p>
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		<title>REVIEW @ THE SKINNY</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 18:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Joe Barton &#8211; 8/31/2009 It figures that these songs were written in winter. You can just imagine the claustrophobic scene; freezing cold fingers tinkling across a piano, so cold that the double bass gets used as firewood. And if that doesn’t make Apocalypse Sets In sound like a scene from The [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p>Joe Barton &#8211; 8/31/2009</p>
<p>It figures that these songs were written in winter. You can just imagine the claustrophobic scene; freezing cold fingers tinkling across a piano, so cold that the double bass gets used as firewood. And if that doesn’t make <em>Apocalypse Sets In </em>sound like a scene from <em>The Shining</em>, then tracks like K definitely will; atonal vocals wail over a sinister piano break that sounds like it’s been dragged off some obscure Charles Mingus LP. Fishes and Moth are similarly nutty tracks, all skewered time signatures and quivering vocals. Amongst the winter atmospherics, however, hides an indelible gem. Vernal is sublime tune, starting off with a deadpan reference to the chords from Feelin’ Good, before dissolving into a ho-down parody. With its 1940s jazz feel, it’s like you’ve been transported to some illicit bar in WWII-era Paris, full of desperate romantics. Or maybe that’s just me. Either way, it’s worth a listen.</p>
<p><a href="http://www.theskinny.co.uk/article/96636-mimes-of-wine---apocalypse-sets-in" target="_blank">http://www.theskinny.co.uk/article/96636-mimes-of-wine&#8212;apocalypse-sets-in</a></p>
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		<title>REVIEW @ INSIDEART</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 19:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Mattia Marzo &#8211; 08/28/09 Parla Laura Loriga, anima della band bolognese in uscita a settembre Atmosfere rarefatte e suoni onirici ricreano ambienti appena sussurrati ma altrettanto incisivi. Si presentano così iMimes of wine, letteralmente “mimi del vino”, gruppo formatosi qualche anno fa intorno alla giovane e carismatica musicista Laura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p>Mattia Marzo &#8211; 08/28/09</p>
<p>Parla Laura Loriga, anima della band bolognese in uscita a settembre</p>
<p>Atmosfere rarefatte e suoni onirici ricreano ambienti appena sussurrati ma altrettanto incisivi. Si presentano così i<strong>Mimes of wine</strong>, letteralmente “mimi del vino”, gruppo formatosi qualche anno fa intorno alla giovane e carismatica musicista <strong>Laura Loriga</strong>, sentita per quest’intervista. I Mimi sono in pieno esordio: uscirà a settembre il loro primo disco, “Apocalypse sets in”, una raccolta di 10 tracce verso cui pubblico e critica stanno spendendo parole d’elogio. Il loro genere “slowcore” sperimentale pare funzioni bene, tanto da aprirgli le porte di numerosi club tra Bologna, Parigi e la California. In attesa di trovare una loro strada nel mercato internazionale i Mimes, formati da <strong>Francesco Begnoni</strong>,<strong>Zeus Ferrari</strong> (chitarra e batteria) e<strong>Stefano Michelotti</strong> (fisarmonica, flauto, sansula e dulcumer) si dedicano alla sponsorizzazione di questo lavoro, ascoltabile all’indirizzo:</p>
<p><strong>Come è nato il gruppo e qual è stata la strada intrapresa?</strong><strong></strong><br />
«Mimes of wine è nato come mio progetto solista nel 2006. Mi sono ritrovata a scrivere dei posti e delle persone incontrate nei due anni precedenti, delle storie lette e viste, con voce e piano. Dopo qualche mese, io ed Enzo Cimino (primo batterista eco-produttore del nostro lavoro “Apocalypse sets in”) abbiamo pensato di registrare e di giocare con il primo materiale che avevamo sotto mano, accompagnati da altri preziosi collaboratori».</p>
<p><strong>Vi dividete tra Santa Barbara (California), Bologna e Parigi. Quanto l’unione di culture e lingue diverse ha inciso sulla stesura e sulla realizzazione dei brani?</strong><strong></strong><br />
«Fino ad ora ho portato da sola Mimes of wine a vagare tra questi luoghi in tempi diversi, ma mi piacerebbe molto condividere un viaggio o più con chi suona con me. Vivere in California, soprattutto a Los Angeles, in questi ultimi due anni, mi ha fatto sentire quella distanza da casa che forse mi serviva per comporre la seconda metà di questo primo album, in una specie di “ritiro”, anche se nel mezzo di una metropoli piena di sorprese. Parigi è stato sempre un luogo di riflessione e di bellissimi incontri e anche questa città mi ha sostenuto e nutrito. Ho imparato molto dai musicisti che ho incontrato in queste due città, a San Francisco, ma anche a casa a Bologna. Ogni luogo ha avuto la sua parte in quello che ho deciso di fare, e ogni brano si intreccia con almeno uno di essi».</p>
<p><strong>Parlaci del disco “Apocalypse sets in”. </strong><br />
«L’album uscirà nella seconda metà di settembre, in Italia e in alcuni paesi d&#8217;Europa. Al momento Francesco, Zeus, Stefano e io ci stiamo concentrando soprattutto sull’aspetto live della presentazione del disco. L’album è nato come una mini costellazione di idee da “colorare”, fatto di notte e pieno di vino rosso e un po’ di sonno. Cerchiamo ora sonorità più nuove e diverse da quelle estremamente rarefatte dell’album, ma pur sempre fedeli».</p>
<p><strong>Nel disco c&#8217;è un forte senso di oniricità quasi favolistica, con le parole stese su un tappeto di suoni e note che scivolano durante i brani, quasi accarezzando l’udito di chi ascolta. Dacci una tua visione della musica che suoni</strong>.<br />
«Difficile da dire, è come stare davanti a uno specchio di spalle. Ogni volta che cerco di sbirciare penso di vedere un pezzettino di me e invece probabilmente è un pezzettino di quel che mi circonda. Lo prendo, lo rigiro tra le mani un po’ e lo lancio via di nuovo sperando che piaccia a chi lo raccoglierà».</p>
<p><strong>Quali sono i vostri progetti in cantiere?</strong><strong></strong><br />
«Un nuovo album su cui sto lavorando e un progetto di collaborazione per creare musica per danza e teatro appena iniziato. Molto ancora da fare e immaginare».</p>
<p><a href="http://www.insideitalia.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=73385&amp;idarea=81" target="_blank">http://www.insideitalia.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=73385&amp;idarea=81</a></p>
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		<title>C.D.E. &#8211; Orange</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 12:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele Franzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bands Videoclip]]></category>

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		<description><![CDATA[Videoclip for the song C.D.E. from the band Orange produced by Souldesinger Director &#38; Photography: Samuele Franzini Edit: Samuele Franzini &#38; Francesco Mandelli Subject: Francesco Mandelli e Samuele Franzini Director Assistant: Federico Maccagni Camera: Panasonic HMC-151 + Letus extreme adaptor + Nikon Lens]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="950" height="760" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5609937&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=ffffff&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="950" height="760" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5609937&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=ffffff&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Videoclip for the song C.D.E. from the band Orange produced by Souldesinger</p>
<p>Director &amp; Photography: Samuele Franzini<br />
Edit: Samuele Franzini &amp; Francesco Mandelli<br />
Subject: Francesco Mandelli e Samuele Franzini<br />
Director Assistant: Federico Maccagni</p>
<p>Camera: Panasonic HMC-151 + Letus extreme adaptor + Nikon Lens</p>
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		<title>REVIEW @ DSD</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 21:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Simon Williams Comparisons to Tori Amos are expected when listening to Mimes of Wine, but after repeat listens to the haunting “Apocalypse Sets In” it becomes apparent that unlike the cornflake girl there is a more of a twisted beauty to her vocals that could compared to Joanna Newsome or [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p>Simon Williams</p>
<p>Comparisons to <a id="amzn_cl_link_0" name="B000BT7I6E" href="http://amazon.co.uk/gp/product/B000BT7I6E?ie=UTF8&amp;tag=dsdmagazine-21&amp;link_code=em1&amp;camp=2502&amp;creative=11122&amp;creativeASIN=B000BT7I6E&amp;adid=fc98a630-45ce-4691-a50b-88d451598c64" target="_blank">Tori Amos</a> are expected when listening to Mimes of Wine, but after repeat listens to the haunting “Apocalypse Sets In” it becomes apparent that unlike the cornflake girl there is a more of a twisted beauty to her vocals that could compared to Joanna Newsome or Diamandas Galas; who personally scares the bejebus out of me!</p>
<p><a id="amzn_cl_link_2" name="B0000045VS" href="http://amazon.co.uk/gp/product/B0000045VS?ie=UTF8&amp;tag=dsdmagazine-21&amp;link_code=em1&amp;camp=2502&amp;creative=11122&amp;creativeASIN=B0000045VS&amp;adid=a5c529e5-7cdf-4436-9d26-e625ae3823a1" target="_blank">The main thing</a> the listener will notice is the ambient scratching and tinkering that fills any gap in the music. Add to this a wide range of instruments (which if I listed here, would take up most of the review) that envelop Laura’s vocals which drift in and out of the foreground like the tide on a moonlit beach. Her voice is stunning and at times has a touch of <a id="amzn_cl_link_1" name="B000NOK9YK" href="http://amazon.co.uk/gp/product/B000NOK9YK?ie=UTF8&amp;tag=dsdmagazine-21&amp;link_code=em1&amp;camp=2502&amp;creative=11122&amp;creativeASIN=B000NOK9YK&amp;adid=bced0c50-870c-44dc-9ef6-af0f2c18fa77" target="_blank">Jeff Buckley</a> to it (especially the track “Long Listing Road”) and a touch of “psycho ex” to it.</p>
<p>“Vernal” is a highlight, maybe because its one of the only tracks with a recognisable melody and actual beat, apart from “Oberkampf” which has an odd ragtime skiffle interlude. The final track “Fishes” builds up to a climax of clanging metal, her voice intertwined with clarinet and kept in place with a fast beat.</p>
<p>I imagine Mime of Wine would be very good live, stumbled upon in a basement bar after too much Absinthe, becoming completely engrossed by her tales of loss and despair.</p>
<p>Finishing the album the listener is left thinking “Oh, ok. Was that it?!” as the lack of cohesion in songs does let the album down in places, as each song meanders to its conclusion.</p>
<p>Mimes of Wine are very much a late night, music to drift off to, kind of band. You will probably have uneasy dreams, but you can always wake up&#8230; unlike Laura who sounds like she’s trapped in limbo and quite enjoying it.</p>
<p><a href="http://www.dieshellsuit.co.uk/article_detail.asp?rID=4081" target="_blank">http://www.dieshellsuit.co.uk/article_detail.asp?rID=4081</a></p>
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		<title>REVIEW @ INDIE-ROCK</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 17:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Stefano Bartolotta &#8211; 2009 GENERE: slowcore.  PROTAGONISTI: Laura Loriga ha scritto tutte le canzoni, canta e suona piano, synth e organetto. La line-up attorno a lei cambia di canzone in canzone, sia come musicisti che come strumenti suonati (si passa dai classici chitarra, basso e batteria a violino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p>Stefano Bartolotta &#8211; 2009</p>
<p><strong>GENERE</strong>: slowcore. </p>
<p><strong>PROTAGONISTI</strong>: Laura Loriga ha scritto tutte le canzoni, canta e suona piano, synth e organetto. La line-up attorno a lei cambia di canzone in canzone, sia come musicisti che come strumenti suonati (si passa dai classici chitarra, basso e batteria a violino, violoncello, glockenspiel, contrabbasso, tromba e clarinetto).</p>
<p><strong>SEGNI PARTICOLARI</strong>: il progetto è stato concepito nell’inverno del 2004, e tutte le canzoni sono state scritte nel giro di tre inverni, fino ad arrivare alla pubblicazione di questo debutto.</p>
<p><strong>INGREDIENTI</strong>: un songwriting articolato ma comunque non troppo complicato, melodie sempre piuttosto sfuggenti, la voce della Loriga dal timbro pieno e caldo ed il pianoforte suonato con grazia e con buona varietà dall’autrice stessa a dare una forte impronta al suono. Dalla lista di strumenti citata sopra, comunque, si capisce bene che non stiamo parlando di un disco essenziale, ma al contrario gli arrangiamenti sono sempre dotati di una certa ricchezza; la discrezione con cui intervengono questi singoli strumenti, comunque, fa sì che il suono non sia mai saturo ma che, al contrario, sia sempre caratterizzato da delicatezza ed onirismo.</p>
<p><strong>DENSITA&#8217; DI QUALITA&#8217;</strong>: si capisce, quindi, che l’ascolto di questo lavoro è tutt’altro che facile ed il rischio, per una proposta come questa, di risultare uno sterile esercizio di stile è particolarmente presente. La Loriga ed i suoi scudieri, però, superano la prova soprattutto in virtù dell’equilibrio che caratterizza le scelte a livello sonoro e della maturità compositiva, grazie alla quale i brani sono strettamente legati ma non appaiono mai come la copia l’uno degli altri. Un pizzico di intensità emotiva in più probabilmente non guasterebbe, ma è sempre meglio avventurarsi per gradi in terreni non certo agevoli come questo. Per ora, quindi, registriamo con soddisfazione la capacità del progetto di creare atmosfere rilassanti ma allo stesso tempo consistenti, che non si limitano quindi a passare superficialmente intorno all’ascoltatore, ma sono in grado di avvolgerlo pienamente; ci sarà tempo in futuro per cercare di scuoterlo nel profondo.</p>
<p><strong>VELOCITA&#8217;</strong>: la parola che abbiamo scelto per definire il genere del disco parla da sola.</p>
<p><strong>IL TESTO</strong>: “<em>Julius comes into the office opens a new file on a new day</em>”: sono le prime parole del disco, e mostrano già da sole il carattere onirico del lavoro.</p>
<p><strong>LA DICHIARAZIONE</strong>: Laura Loriga a ‘Sentireascoltare’: “<em>Nascondermi dietro un nome che non è il mio ha forse messo la musica un po’ in primo piano rispetto alla mia persona, e questo mi ha aiutato, perché volevo che chi avrebbe fatto parte di Mimes Of Wine con me si potesse sentire libero di giocare con forme ed elementi quanto me.</em>”</p>
<p><strong>IL SITO</strong>: ‘Myspace.com’mimesofwine’. </p>
<p><a href="http://www.indie-rock.it/recensioni_look.php?id=748" target="_blank">http://www.indie-rock.it/recensioni_look.php?id=748</a></p>
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		<title>REVIEW @ MARCA</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 15:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Mattia Marzo &#8211; 08/25/2009 Atmosfere rarefatte e suoni onirici ricreano ambienti appena sussurrati ma altrettanto incisivi. Si presentano così i “Mimes of wine”, letteralmente “mimi del vino”, buon vino, da cui sono sempre accompagnati nelle notti mentre inventano i brani e sognano tra le note che suonano. Su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p>Mattia Marzo &#8211; 08/25/2009</p>
<p>Atmosfere rarefatte e suoni onirici ricreano ambienti appena sussurrati ma altrettanto incisivi. Si presentano così i “Mimes of wine”, letteralmente “mimi del vino”, buon vino, da cui sono sempre accompagnati nelle notti mentre inventano i brani e sognano tra le note che suonano. Su un progetto ideato da Laura Loriga (voce e tastiera) usciranno a settembre con il loro primo album “Apocalypse sets in” un insieme di suoni, musica, sogno e desiderio, tra la scoperta del nuovo e il ricordo di qualcosa di forte che è stato appena vissuto.</p>
<p><strong>Come è nato il gruppo e qual è stata la strada intrapresa?</strong></p>
<p>«Mimes of Wine è nato come mio progetto solista nel 2006. Mi sono ritrovata a scrivere dei posti e delle persone incontrate nei due anni precedenti, delle storie lette e viste, con voce e piano. Dopo qualche mese, io ed Enzo Cimino (primo batterista eco-produttore del nostro lavoro “Apocalypse sets in”) abbiamo pensato di registrare e di giocare con il primo materiale che avevamo sotto mano, accompagnati da altri preziosi collaboratori. Da allora, la mole di materiale è cresciuta, e “Mimes of wine” ha assunto diverse forme a cavallo tra Bologna e la California, dove ho vissuto negli ultimi anni. Attualmente la formazione comprende Francesco Begnoni, Zeus Ferrari (chitarra e batteria) e Stefano Michelotti (fisarmonica, flauto, sansula, dulcumer)».</p>
<p><strong>Vi dividete tra Santa Barbara (California), Bologna e Parigi, quanto l’unione di culture e lingue diverse ha inciso sulla stesura e sulla realizzazione dei brani?</strong></p>
<p>«Fino ad ora ho portato da sola Mimes of wine a vagare tra questi luoghi in tempi diversi, ma mi piacerebbe molto condividere un viaggio o più con chi suona con me. Vivere in California, soprattutto a Los Angeles, in questi ultimi due anni, mi ha fatto sentire quella distanza da casa che forse mi serviva per comporre la seconda metà di questo primo album, in una specie di “ritiro”, anche se nel mezzo di una metropoli piena di sorprese. Parigi è stato sempre un luogo di riflessione e di bellissimi incontri e anche questa città mi ha sostenuto e nutrito. Ho imparato molto dai musicisti che ho incontrato in queste due città, a San Francisco, ma anche a casa a Bologna. Ogni luogo ha avuto la sua parte in quello che ho deciso di fare, e ogni brano si intreccia con almeno uno di essi».</p>
<p><strong>Raccontaci del vostro genere “slowcore”. Cosa ti ha avvicinata a questo e quali alchimie ti ci hanno legata?</strong></p>
<p>«Guardandone un po’ le caratteristiche capisco cosa mi accomuna ad altri musicisti a cui è attribuito lo stesso genere (alcuni dei quali ho ascoltato molto, come Mazzy Star, Picastro, Karate..). Tutto sommato però, non ho mai pensato a dove sarebbe finita la mia carta nel mazzo, partendo tutto da come qualcosa si forma nella testa, per me come credo per molti».</p>
<p><strong>Il vostro è un suono ricco per musicalità e arrangiamenti, come procedi di solito nella composizione dei brani?</strong></p>
<p>«Dipende dall’idea. In principio ci può essere una mini melodia da sviluppare, o due versi in parole che mi sembra possano essere continuati. Ci sono tante cose che ho scartato anche se mi sembravano buone perché non mi portavano da nessuna parte… Cerco di trovare piccole armonie di partenza che quasi finiscono per guidare me più che il contrario. Sarebbe come una specie di dialogo interno come quello di uno che parla da solo, se non fosse che per fortuna ad uno stadio o ad un altro arriva il confronto con chi collabora con me. Da lì in poi si scambiano le idee, si lavora insieme sull’imbastitura di strutture definitive e sugli arrangiamenti».</p>
<p><strong>C’è da dire che questo è un genere molto particolare e di rara intensità emotiva. A quali artisti ti sei ispirata nella tua ricerca musicale?</strong></p>
<p>«Più che nella forma, che per ora è venuta un pò da sola, dettata in parte dagli strumenti che suono e conosco, credo che sia nella forza e nella coscienza dell’intenzione che cerco di prendere ispirazione da chi mi dà voglia di migliorare ad ogni ascolto… Da Eric Satie a Nina Simone, a Nick Drake, Don Caballero, Vashti Bunyan, June of  ‘44, Leadbelly, Moondog, e mille altri».</p>
<p><strong>Quali sono state le collaborazioni che ti hanno lasciato un segno?</strong></p>
<p>«Non credo ce ne sia nessuna che non ne abbia lasciato almeno uno. Soprattutto devo moltissimo a chi si è avvicinato a me per questo progetto e che ne ha fatto parte per un tempo più o meno lungo, e a chi vicino a me mi ha insegnato la bellezza dell’improvvisazione».</p>
<p><strong>E, invece, con quali artisti e musicisti vorresti stringere collaborazioni?</strong></p>
<p>«Un sogno sarebbe quello di collaborare con qualcuno come Meredith Monk, o Nico Muhly, di essere una di quelle voci che fanno da ossatura in sottofondo… Di essere parte di uno dei cori registrati da Alan Lomax tornando indietro nel tempo… Altri sogni non so ancora scrivere».</p>
<p><strong>Parlaci del disco “Apocalypse sets in”.  Il vostro è un suono con melodie sempre sfuggenti, e la tua voce  ha un timbro pieno e caldo sempre accompagnata dal pianoforte suonato con grazia e con buona varietà. Dacci qualche indiscrezione sul disco e sull’uscita del lavoro.</strong></p>
<p>«So che l’album uscirà nella seconda metà di Settembre, in Italia ed in parte in Europa. Al momento Francesco, Zeus, Stefano e io ci stiamo concentrando soprattutto sull’aspetto live della presentazione del disco. L’album è nato come una mini costellazione di idee da “colorare”, fatto di notte e pieno di vino rosso e un po’ di sonno. Cerchiamo ora sonorità più nuove e diverse da quelle estremamente rarefatte dell’album, ma pur sempre fedeli».</p>
<p><strong>In questo disco è presente un forte senso di oniricità quasi favolistica, con le parole stese su un tappeto di suoni e note che scivolano durante i brani, quasi accarezzando l’udito di chi ascolta. Dacci una tua visione della musica che suoni.</strong></p>
<p>«Difficile da dire, è come stare davanti ad uno specchio di spalle. Ogni volta che cerco di sbirciare penso di vedere un pezzettino di me e invece probabilmente è un pezzettino di quel che mi circonda. Lo prendo, lo rigiro tra le mani un po’ e lo lancio via di nuovo sperando che piaccia a chi lo raccoglierà».</p>
<p><strong>Quali sono i vostri progetti in cantiere?</strong></p>
<p>«Un nuovo album su cui sto lavorando e un progetto di collaborazione per creare musica per danza e teatro appena iniziato… Molto ancora da fare e immaginare».</p>
<p><a href="http://www.magweb.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=181%3Amimes-of-wine-fluidi-musicali&amp;catid=46%3Amusica-indie-rock&amp;Itemid=62&amp;lang=it" target="_blank">http://www.magweb.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=181%3Amimes-of-wine-fluidi-musicali&amp;catid=46%3Amusica-indie-rock&amp;Itemid=62&amp;lang=it</a></p>
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		<title>REVIEW @ DOMINIO DOS DEUSES</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 16:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Os Mimes of Wine são o projecto musical da italiana Laura Loriga, que compôs este conjunto de canções entre a sua cidade (Bolonha), Paris e Santa Bárbara, contando com a preciosa ajuda de (principalmente) Enzo Cimino e Adriano Modica. O fio que conduz toda a narratologia musical deste disco está impregnado de uma atmosfera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p>Os <strong>Mimes of Wine</strong> são o projecto musical da italiana <strong>Laura Loriga</strong>, que compôs este conjunto de canções entre a sua cidade (Bolonha), Paris e Santa Bárbara, contando com a preciosa ajuda de (principalmente) <em>Enzo Cimino</em> e <em>Adriano Modica</em>.</p>
<p>O fio que conduz toda a narratologia musical deste disco está impregnado de uma atmosfera sinistra e obscura, com um saltitante piano assombrado a assumir quase sempre o controle e a instrumentação acústica a sublinhar a densidade quase tétrica das composições de <strong>Laura</strong>, que em diversos momentos faz recordar com agrado Shannon Wright, ainda que os recursos utilizados para a estimulação sensorial sejam outros. Sopros e glockenspiel fazem das suas aparições esporádicas, mas oportunas, momentos intensos de sensibilidade cuidada, servindo na perfeição de contraponto acolhedor à estranheza das melodias pouco convencionais aqui ensaiadas, em que a compositora utiliza a sua voz belíssima para fazer levitar a simplicidade das canções a um nível sempre elevado.</p>
<p><strong><em>«Apocalypse Sets In»</em></strong> é, assim, um excelente álbum de estreia, que vagueia em águas gélidas e invernosas, mas que funciona ao mesmo tempo como uma chávena acolhedora de chá quente em noite de chuva, que se apropria da melancolia e a dissolve em algo reconfortante.</p>
<p><a href="http://www.dominiodeuses.org/ficha.asp?ID=2126866288" target="_blank">http://www.dominiodeuses.org/ficha.asp?ID=2126866288</a></p>
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		<title>REVIEW @ STORIA DELLA MUSICA</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 21:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[CD & Live Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Roberto Maniglio “Apocalypse Sets In” è l’esordio sulla lunga distanza dei Mimes Of Wine, progetto solista di Laura Loriga, tra Bologna, Parigi, San Francisco e Los Angeles, arricchito dalla presenza di svariati collaboratori, tra cui Enzo Cimino, Adriano Modica e Daniele Calandra. I riferimenti più prossimi appaiono “White Chalk”, ultimo album solista di PJ Harvey, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p style="text-align: left;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;width: 450px;font-weight: normal;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 9px;letter-spacing: 0px;font-size: 11px;line-height: 14px;padding: 0px">Roberto Maniglio</p>
<p style="text-align: left;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;width: 450px;font-weight: normal;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 9px;letter-spacing: 0px;font-size: 11px;line-height: 14px;padding: 0px">“<a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Apocalypse_Sets_In"><strong>Apocalypse Sets In</strong></a>” è l’esordio sulla lunga distanza dei <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Mimes_Of_Wine"><strong>Mimes Of Wine</strong></a>, progetto solista di <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Laura_Loriga"><strong>Laura Loriga</strong></a>, tra Bologna, Parigi, San Francisco e Los Angeles, arricchito dalla presenza di svariati collaboratori, tra cui <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Enzo_Cimino"><strong>Enzo Cimino</strong></a>, <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Adriano_Modica"><strong>Adriano Modica</strong></a> e <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Daniele_Calandra"><strong>Daniele Calandra</strong></a>.</p>
<p style="text-align: left;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;width: 450px;font-weight: normal;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 9px;letter-spacing: 0px;font-size: 11px;line-height: 14px;padding: 0px">I riferimenti più prossimi appaiono “<a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_White_Chalk"><strong>White Chalk</strong></a>”, ultimo album solista di <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_PJ_Harvey"><strong>PJ Harvey</strong></a>, per il lirismo malinconico, “<a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Lady_Sleep"><strong>Lady Sleep</strong></a>” di <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Maximilian_Hecker"><strong>Maximilian Hecker</strong></a>, per lo stile pianistico classicheggiante, nonché “<a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Lovetune_For_Vacuum"><strong>Lovetune For Vacuum</strong></a>”, album d’esordio di pochi mesi fa di <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Soap&amp;Skin"><strong>Soap&amp;Skin</strong></a>, per quanto meno variegato e con un’elettronica più discreta. Richiami abbastanza lontani anche per <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Joni_Mitchell"><strong>Joni Mitchell</strong></a> e la <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Cristina_Don%C3%A0"><strong>Cristina Donà</strong></a> degli esordi, con la voce che ricorda <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Lara_Martelli"><strong>Lara Martelli</strong></a> di “<a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Cerrydwen"><strong>Cerrydwen</strong></a>” e Giulia Millanta (<a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Giulia_and_the_Dizzyness"><strong>Giulia and the Dizzyness</strong></a>) di “<a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_After_The_Alpha_Decay"><strong>After The Alpha Decay</strong></a>”.“<a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Apocalypse_Sets_In"><strong>Apocalypse Sets In</strong></a>” mostra una <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Laura_Loriga"><strong>Laura Loriga</strong></a> che riesce ad intessere atmosfere piacevolmente malinconiche, attraverso un <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_songwriting"><strong>songwriting</strong></a> che fa leva prevalentemente sul pianoforte, talvolta col suo incedere emotivo (“<em>Julius</em>”, “<em>K</em>”, “<em>Bolivar</em>”, “<em>Moth</em>”), talaltra con un passo <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_jazzato"><strong>jazzato</strong></a> (“<em>Gozo</em>”, “<em>Vernal</em>”, “<em>Oberkampf</em>”, “<em>Fishes</em>”).</p>
<p style="text-align: left;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;width: 450px;font-weight: normal;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 9px;letter-spacing: 0px;font-size: 11px;line-height: 14px;padding: 0px">Pianoforte accompagnato dai fiati in “<em>Bolivar</em>” e “<em>Gozo</em>”, nonché, dosati in quasi tutte le tracce, da accenni molto discreti di elettronica sapientemente, che talvolta assume contorni più <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_glitch"><strong>glitch</strong></a> (“<em>K</em>”) o ambientazioni rumorose soffuse (“<em>Bolivar</em>”).</p>
<p style="text-align: left;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;width: 450px;font-weight: normal;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 9px;letter-spacing: 0px;font-size: 11px;line-height: 14px;padding: 0px">“<em>Oberkampf</em>” e “<em>From A Forsaken Bow</em>” sono i due momenti meno oscuri e più melodici, dai contorni vagamente tra <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_jazz"><strong>jazz</strong></a> e <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_blues"><strong>blues</strong></a> e approccio da<a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_chansonnier"><strong>chansonnier</strong></a> la prima, con accenni <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_folkeggianti"><strong>folkeggianti</strong></a> la seconda.</p>
<p style="text-align: left;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;width: 450px;font-weight: normal;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 9px;letter-spacing: 0px;font-size: 11px;line-height: 14px;padding: 0px">Piacevole elemento di relativa discontinuità estetica rispetto al leitmotiv dell’album è da considerarsi “<em>Long Lifting Road</em>”, diversa nella forma ma non nella sostanza, che, interamente basata sulla chitarra elettrica tetra e tagliente alla <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_PJ_Harvey"><strong>PJ Harvey</strong></a> più classica, esprime la stessa intensa, nostalgica e inquieta emozionalità.</p>
<p style="text-align: left;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;width: 450px;font-weight: normal;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 9px;letter-spacing: 0px;font-size: 11px;line-height: 14px;padding: 0px">In conclusione, <a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Mimes_Of_Wine"><strong>Mimes Of Wine</strong></a> si presenta come un valido progetto e “<a rel="nofollow" href="http://www.storiadellamusica.it/search_Apocalypse_Sets_In"><strong>Apocalypse Sets In</strong></a>” dimostra di essere un buon disco, che colpisce già dai primi ascolti per la maturità compositiva.  </p>
<p style="text-align: left;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;width: 450px;font-weight: normal;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 9px;letter-spacing: 0px;font-size: 11px;line-height: 14px;padding: 0px"><a href="http://www.storiadellamusica.it/Mimes_of_Wine_-_Apocalypse_Sets_In_(Midfinger_Records,_2009).p0-r2519" target="_blank">http://www.storiadellamusica.it/Mimes_of_Wine_-_Apocalypse_Sets_In_(Midfinger_Records,_2009).p0-r2519</a></p>
<p style="text-align: left;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;width: 450px;font-weight: normal;margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 15px;margin-left: 9px;letter-spacing: 0px;font-size: 11px;line-height: 14px;padding: 0px"> </p>
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		<title>REVIEW @ KOMAKINO</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 18:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca.vinci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Apocalypse sets in]]></category>
		<category><![CDATA[Mimes of wine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in Pall Youhideme &#8211; 08/19/09 Piano and female vocals are the key roles in Mimes of Wine, solo project for Laura Loriga, native of Bologna but also connected with California, where She mostly toured with Her local live band in last two years. First full-lenght album following Her self-titled EP, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mimes of wine &#8211; Apocalypse sets in</h1>
<p>Pall Youhideme &#8211; 08/19/09</p>
<p>Piano and female vocals are the key roles in <a href="http://www.myspace.com/mimesofwine" target="_blank">Mimes of Wine</a>, solo project for Laura Loriga, native of Bologna but also connected with California, where She mostly toured with Her local live band in last two years.<br />
First full-lenght album following Her self-titled EP, released last January, , songs written in three years; &#8211; a small crowd of musicians support Her playing guitars, wind instruments, glitch, strings, bells, drums, all to weave a passionate sometimes theatrical state of mind, with a constant emotional peak, dreamy and painful. <br />
The beauty of this album sounds direct, &#8211; one or two tracks are enough to assume the fragile and melancholic feeling making its strenght: sometimes it sounds to me like if <a href="http://www.myspace.com/shannonwrightmusic" target="_blank">Shannon Wright</a> played keyboards (<span style="font-style: italic">K, Long Lifting Road</span>) and <a href="http://www.batforlashes.com/" target="_blank">Bat for Lashes</a> and <a href="http://www.amandaspiano.com/" target="_blank">Amanda Rogers</a> were singing (<span style="font-style: italic">Fishes</span>), &#8211; here and there backgrounded by a jazz parenthesis dear to <a href="http://www.myspace.com/josephinefoster" target="_blank">Josephine Foster</a> (the beautiful psychedelic guitar play in <span style="font-style: italic">Oberkampf</span> suddenly turning into a quick and funny swing movement).<br />
Laura&#8217;s voice is gentle and graced by harmony, Her lenitive melodies are a perfect ornament for the next book You&#8217;ll open and read.<br />
<a href="http://midfinger.bandcamp.com/album/mimes-of-wine-apocalypse-sets-in" target="_blank">You can preview the whole album at Midfinger</a>.</p>
<p>++++++++++++++++</p>
<p>Piano e voce sono i ruoli chiave di <a href="http://www.myspace.com/mimesofwine" target="_blank">Mimes of Wine</a>, progetto solista di Laura Loriga, nativa di Bologna ma anche connessa con la California, dove per la maggior parte si è esibita dal vivo con la Sua band locale negli ultimi due anni.<br />
Primo album che fa seguito al precedente omonimo EP, pubblicato a inizio anno, le canzoni sono il frutto di tre anni di scrittura; una piccola folla di musicisti l&#8217;ha aiutata quindi suonando chitarre, strumenti a fiato, glitch, archi, campanelli e percussioni, &#8211; il tutto a tessere uno stato mentale appassionato quanto a volte teatrale, con un costante apice emozionale, sognante e doloroso.<br />
La bellezza di questo <span style="font-style: italic">Apocalypse sets in </span>appare istantanea, &#8211; una o due tracce sono sufficienti per desumerne il sentimento di fragilità e malinconia che ne fa la forza: per me a volte suona come se <a href="http://www.myspace.com/shannonwrightmusic" target="_blank">Shannon Wright</a> suonasse le tastiere (<span style="font-style: italic">K, Long Lifting Road</span>) e <a href="http://www.batforlashes.com/" target="_blank">Bat for Lashes</a> e <a href="http://www.amandaspiano.com/" target="_blank">Amanda Rogers</a> si mettessero a cantare (<span style="font-style: italic">Fishes</span>), &#8211; qui e lì con rimembranze di parentesi jazz care a <a href="http://www.myspace.com/josephinefoster" target="_blank">Josephine Foster</a>(il bel gioco di chitarra in psichedelia in <span style="font-style: italic">Oberkampf</span> all&#8217;improvviso ribaltato in un veloce e divertente movimento swing).<br />
La voce di Laura è gentile e in grazia dell&#8217;Armonia, le di Lei melodie lenitive sono un perfetto ornamento per il prossimo libro che aprirete e leggerete.<br />
<a href="//midfinger.bandcamp.com/album/mimes-of-wine-apocalypse-sets-in" target="_blank">Potete sentirVi in streaming tutto l&#8217;album sulla pagina di Midfinger</a>.</p>
<p><a href="http://www.inkoma.com/read.asp?id=2276" target="_blank">http://www.inkoma.com/read.asp?id=2276</a></p>
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